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La mostra 'Trademark Horizon' di Mick Peter esplora i loghi falliti attraverso la scultura

exhibition · 2026-04-20

La mostra 'Trademark Horizon' di Mick Peter presenta cinque grandi sculture che riutilizzano marchi eccentrici delle epoche predigitali, sfidando le distinzioni tra arte e design. L'artista attinge i loghi dai vecchi annuali Graphis, concentrandosi su design astratti o idiosincratici che non sono riusciti a rappresentare chiaramente i loro prodotti. Opere come 'Toot and Come In' trasformano il logo di un supermercato con una testa di faraone in sculture di jesmonite e schiuma poliuretanica. L'approccio di Peter evidenzia l'arbitrarietà tra forma e funzione nell'immaginario commerciale, creando oggetti giocosi e quasi animati. Le sculture sono posizionate su un fondale blu teatrale nella galleria, simili a pezzi degli scacchi a grandezza naturale o a oggetti di scena del 'Tempo di divertimento' di Jacques Tati. Questo continua l'interesse di Peter per l'arte commerciale, dopo la sua mostra del 2012 'Lying and Liars' alla Collective Gallery di Edimburgo. L'esposizione mette in discussione i comuni fraintendimenti su come arte e design creino significato in modo diverso. Il libro del 2007 di David Crow 'Visible Signs: An Introduction to Semiotics' fornisce il contesto, citando le opinioni di Umberto Eco sulla deviazione dell'arte contemporanea dalle strutture comuni. Il lavoro di Peter enfatizza le storie revisioniste dell'arte e del design, catturando momenti in cui entrambi i campi si avvicinano alla controcultura. Lo stile visivo si riferisce al design moderno di metà secolo, che ricorda il lavoro tessile e ceramico di Robert Stewart. La mostra è stata recensita nel numero estivo 2013 di ArtReview.

Fatti principali

  • Mick Peter ha creato cinque grandi sculture per 'Trademark Horizon'
  • La mostra presenta marchi riutilizzati delle epoche predigitali
  • I loghi sono stati tratti da vecchi annuali Graphis e altre fonti storiche
  • Le opere includono 'Toot and Come In', una scultura basata su un logo di supermercato con una testa di faraone
  • Le sculture sono realizzate in jesmonite e schiuma poliuretanica
  • La mostra continua l'interesse di Peter per l'arte commerciale dopo 'Lying and Liars' del 2012
  • Il libro del 2007 di David Crow 'Visible Signs' fornisce il contesto semiotico
  • La mostra è stata recensita nel numero estivo 2013 di ArtReview

Entità

Artisti

  • Mick Peter
  • Umberto Eco
  • Robert Stewart
  • Jacques Tati
  • Frank Zappa

Istituzioni

  • Collective Gallery
  • ArtReview
  • Graphis

Luoghi

  • Edinburgh
  • Scotland

Fonti