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Michele Dall'Ongaro sul futuro della musica e dell'arte

artist · 2026-04-27

Michele Dall'Ongaro, presidente-sovrintendente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, condivide la sua visione del futuro in un'intervista. Nato a Roma nel 1957, ha studiato al Conservatorio Santa Cecilia e ha co-fondato Spettro Sonoro. Ha collaborato con l'Orchestra Sinfonica della RAI nel 1980 e ha lavorato come consulente per la Fondazione RomaEuropa negli anni '90, collaborando anche al settore Musica della Biennale di Venezia. Nel 2001 è stato nel comitato artistico del 51° Festival di Sanremo. Dall'Ongaro descrive la sua ispirazione come sintesi di mondi diversi: spettacolo, cinema, radio, musica, teatro dalla sua discendenza materna, e fantasia dal padre scrittore. Sottolinea l'importanza del Genius Loci, ma come costrutto mentale—un labirinto personale di punti di riferimento in continuo mutamento. Critica la 'società liquida' di Bauman, dove dominano discontinuità e transitorietà, e una casa comune è ancora da ricostruire. Per il futuro, immagina una versione esacerbata del presente, una 'caricatura' fino a quando non emergerà una nuova creatività. Offre tre idee guida: gestire il multiverso sulla Terra, trovare nuove risposte ai problemi del XX secolo come democrazia e diritti civili, e non sottovalutare mai il potere dell'arte. Consiglia ai giovani artisti di essere coraggiosi, curiosi e colti come Lully, che capì il bisogno di identità nazionale della Francia. Dall'Ongaro considera l'arte sempre vera e sacra, e sé stesso un sacerdote della musica.

Fatti principali

  • Michele Dall'Ongaro è presidente-sovrintendente dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
  • Ha co-fondato Spettro Sonoro e ha studiato al Conservatorio Santa Cecilia.
  • Ha collaborato con l'Orchestra Sinfonica della RAI nel 1980 e con la Fondazione RomaEuropa negli anni '90.
  • Ha fatto parte del comitato artistico del 51° Festival di Sanremo nel 2001.
  • Ha lavorato nel settore Musica della Biennale di Venezia.
  • Cita le 32 sonate per pianoforte di Beethoven come modello di costante innovazione.
  • Critica la 'società liquida' di Bauman e la perdita di una casa comune.
  • Consiglia ai giovani artisti di essere come Lully: coraggiosi, impudenti e curiosi.

Entità

Artisti

  • Michele Dall'Ongaro
  • Ludwig van Beethoven
  • Giovanni Battista Lulli (Lully)
  • Giacomo Carissimi
  • Zygmunt Bauman

Istituzioni

  • Accademia Nazionale di Santa Cecilia
  • Conservatorio Santa Cecilia
  • Spettro Sonoro
  • RAI Symphony Orchestra
  • Fondazione RomaEuropa
  • Venice Biennale
  • Sanremo Festival

Luoghi

  • Rome
  • Italy
  • France
  • Paris

Fonti