Algo Ritmo di Michel Jaffrennou fonde cinema, teatro e memoria digitale al Centre des Arts di Enghien
La performance 'Algo Ritmo' di Michel Jaffrennou è stata presentata in anteprima il 16 giugno 2012 al Centre des Arts di Enghien. L'opera è incentrata su uno schermo bianco composto da nove quadrati uguali sul palco, circondato da uno schermo nero virtuale invisibile di sei metri. Gli attori utilizzano quadrati di cartone bianco per catturare le immagini proiettate da una telecamera a infrarossi che traccia i loro movimenti. Il lavoro fonde cinema e teatro, con gli interpreti Stéphane Giletta (Algo) e Richard Sandra (Ritmo) che agiscono come manipolatori di immagini, creando l'illusione di continuità tra lo schermo reale e quello virtuale. La performance evoca i primi dispositivi cinematografici, come le didascalie del cinema muto, e fa riferimento alla magia di Georges Méliès. La recensione di Norbert Hillaire sottolinea che le tecnologie digitali fungono da strumenti di riappropriazione e memoria di dispositivi più antichi. La produzione coinvolge una creazione collettiva con competenze diverse: scultura sonora di Cécile Babiole, immagini di Julien Bozzato, software e tracciamento di Xavier Descarpentries, coordinamento delle sequenze di Edourad Lecomte tramite iPad, inventiva tecnica di Marc Marchand e del suo team (produzione Et Alors), e produzione di Catherine Zbinden. Hillaire sostiene che questo modello offre un'economia alternativa per le arti digitali, colmando il divario tra economia industriale e arte contemporanea, e sfumando i confini tra arte popolare e alta attraverso elementi come codici a barre, fisarmoniche, racconti per bambini e la mitopoiesi personale di Jaffrennou.
Fatti principali
- Algo Ritmo di Michel Jaffrennou è stato presentato in anteprima il 16 giugno 2012.
- La performance si è svolta al Centre des Arts di Enghien.
- La scenografia include uno schermo bianco di nove quadrati uguali e uno schermo nero virtuale invisibile di sei metri.
- Gli attori usano quadrati di cartone bianco per catturare le immagini proiettate da una telecamera a infrarossi.
- Interpreti: Stéphane Giletta (Algo) e Richard Sandra (Ritmo).
- Scultura sonora di Cécile Babiole.
- Immagini di Julien Bozzato.
- Software e tracciamento di Xavier Descarpentries.
- Coordinamento delle sequenze di Edourad Lecomte tramite iPad.
- Inventiva tecnica di Marc Marchand e della produzione Et Alors.
- Produzione di Catherine Zbinden.
- Recensione di Norbert Hillaire su artpress.
- La performance fa riferimento ai primi dispositivi cinematografici come le didascalie del cinema muto e Georges Méliès.
- Hillaire sostiene che le tecnologie digitali consentono la riappropriazione e la memoria di dispositivi più antichi.
- L'opera propone un'economia alternativa per le arti digitali, fondendo economia industriale e arte contemporanea.
- Sfuma i confini tra arte popolare e alta con elementi come codici a barre, fisarmoniche, racconti per bambini e mitopoiesi personale.
Entità
Artisti
- Michel Jaffrennou
- Stéphane Giletta
- Richard Sandra
- Cécile Babiole
- Julien Bozzato
- Xavier Descarpentries
- Edourad Lecomte
- Marc Marchand
- Catherine Zbinden
- Norbert Hillaire
- Georges Méliès
Istituzioni
- Centre des Arts, Enghien
- Et Alors production
- artpress
Luoghi
- Enghien
- France
Fonti
- artpress —