I Giardini dell'Attesa del Nord di Michael Rakowitz al Baltic Centre for Contemporary Art
La mostra di Michael Rakowitz 'I Giardini dell'Attesa del Nord' al Baltic Centre for Contemporary Art di Gateshead trasforma la galleria in uno spazio pubblico sensoriale pieno di aiuole, erbe aromatiche e uno stendardo in stile babilonese fatto con rifiuti di negozi di alimentari halal. L'installazione invita i visitatori a sedersi, leggere e partecipare ad attività comunitarie, evocando il sogno di uno spazio pubblico mentre ne piange l'impermanenza. Il testo a parete inquadra l'"attesa" nel contesto della migrazione forzata e dell'asilo, con piante provenienti dal Medio Oriente e dall'Ucraina che fungono da ricordi di patrie perdute. La mostra è temporanea, dura meno di un anno, dopo di che le piante verranno gettate via. La mostra di Rakowitz segue una serie di mostre al Baltic che reimmaginano lo spazio pubblico, tra cui 'Biosphere Plush' (2021) di Ad Minoliti, 'equal play' (2021) di Albert Potrony, 'Mythmachine' (2022) di Sahej Rahal e 'Wayfarer' (2023) di Larry Achiampong. La recensione si chiede se un'arte così temporanea possa avere un impatto duraturo sullo spazio pubblico, dato il declino sociale più ampio dalla crisi finanziaria della fine degli anni 2000. L'immediatezza sensoriale della mostra – i suoi panorami e odori – offre una visione fugace di un mondo migliore, ma la galleria alla fine chiuderà, lasciando tutto invariato.
Fatti principali
- La mostra 'I Giardini dell'Attesa del Nord' di Michael Rakowitz è al Baltic Centre for Contemporary Art di Gateshead.
- L'installazione presenta file di aiuole, vasi, tralicci, tavoli, panchine e uno stendardo in stile babilonese fatto con rifiuti di negozi di alimentari halal.
- Erbe aromatiche, frutta e spezie come noce moscata, caffè e pomodori predominano tra i vasi.
- Il testo a parete discute l'"attesa" nel contesto della migrazione forzata e della richiesta di asilo.
- Le piante provengono dal Medio Oriente e dall'Ucraina, riferendosi alla comunità curda di Gateshead e al disastro di Chernobyl.
- La mostra è temporanea, dura meno di un anno, dopo di che le piante verranno lasciate morire.
- Il Baltic ha ospitato mostre simili: 'Biosphere Plush' (2021) di Ad Minoliti, 'equal play' (2021) di Albert Potrony, 'Mythmachine' (2022) di Sahej Rahal e 'Wayfarer' (2023) di Larry Achiampong.
- La recensione si chiede se l'arte temporanea possa trasformare permanentemente lo spazio pubblico.
Entità
Artisti
- Michael Rakowitz
- Ad Minoliti
- Albert Potrony
- Sahej Rahal
- Larry Achiampong
Istituzioni
- Baltic Centre for Contemporary Art
Luoghi
- Gateshead
- United Kingdom
- Middle East
- Ukraine