Max Kozloff recensisce la mostra di Florine Stettheimer al Jewish Museum su artcritical
Nel suo primo contributo per artcritical, Max Kozloff esamina l'etica della bellezza nell'opera di Florine Stettheimer. La mostra al Jewish Museum presenta i dipinti di Stettheimer, noti per le loro linee ritmiche e gli arti su sfondi bianchi nebulosi. Queste composizioni spesso mancano di un pretesto narrativo, evocando invece un'aura simile a una gemma che ricorda le iniziali miniate dei manoscritti. Le figure di Stettheimer, quando in movimento, ricordano lo schiocco delle coreografie di Fred Astaire e Ginger Rogers nei film di Hollywood, e il coreografo Busby Berkeley le avrebbe trovate congeniali, seppur leggermente sciolte. L'artista era affascinata dal glamour, applicandone gli effetti per decorare sia festività private che pubbliche. Le sue opere raffigurano ambienti come passerelle di moda, cocktail party e picnic sull'erba, guarniti con viticci tremolanti e fiori sovradimensionati, servendo come memorie diaristiche. La recensione di Kozloff, intitolata 'Pretty, Ugly, Beautiful: Florine Stettheimer al Jewish Museum', è stata pubblicata il 9 agosto 2017.
Fatti principali
- Max Kozloff ha scritto il suo primo contributo per artcritical
- L'articolo esplora l'etica della bellezza nell'arte di Florine Stettheimer
- I dipinti di Stettheimer presentano linee ritmiche e arti su fondi bianchi nebulosi
- Il suo lavoro ricorda le iniziali miniate dei manoscritti e le coreografie di danza hollywoodiane
- Busby Berkeley avrebbe trovato congeniali le composizioni di Stettheimer
- Stettheimer era affascinata dal glamour e lo utilizzava in scene festive
- Gli ambienti raffigurati includono passerelle di moda, cocktail party e picnic
- La recensione è stata pubblicata il 9 agosto 2017
Entità
Artisti
- Max Kozloff
- Florine Stettheimer
- Fred Astaire
- Ginger Rogers
- Busby Berkeley
Istituzioni
- artcritical
- Jewish Museum
Luoghi
- Hollywood