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La mostra giocosa e fragile di Mattia Pajè alla Fondazione smART di Roma

exhibition · 2026-04-27

Mattia Pajè (nato nel 1991 a Melzo) presenta una mostra eterogenea, giocosa e stimolante alla Fondazione smART – polo per l'arte di Roma. Curata da Saverio Verini, l'esposizione include una composizione numerica pseudo-scientifica, effigi funerarie senza volto, tartarughe che combinano parole in un terrario, bacchette magiche sottili e una gigantografia di un neonato addormentato disturbata da tre grandi buchi neri. Questi buchi neri simboleggiano le incertezze della vita. Due statue incrinate, appena abbozzate dall'artista, si abbracciano come simbolo di sostegno, ma destinate a cadere. La mostra esplora la sottile linea tra trepidazione, eccitazione e fragilità che tutti provano quando lottano per un obiettivo. Il corpus di opere di Pajè è descritto da Verini come sorprendentemente oscillante, riflettendo la paura dell'artista di cristallizzare la sua pratica.

Fatti principali

  • Mattia Pajè è nato a Melzo nel 1991.
  • La mostra si tiene presso la Fondazione smART – polo per l'arte di Roma.
  • Saverio Verini ha curato la mostra.
  • Le opere includono una composizione numerica pseudo-scientifica, effigi funerarie senza volto, tartarughe in un terrario che combinano parole, bacchette magiche sottili e una gigantografia di un neonato addormentato.
  • Tre grandi buchi neri disturbano la fotografia del neonato, simboleggiando le incognite della vita.
  • Due statue incrinate si abbracciano, rappresentando il sostegno, ma sono destinate a cadere.
  • Verini descrive il corpus di Pajè come sorprendentemente oscillante.
  • L'artista teme di cristallizzare la sua pratica.

Entità

Artisti

  • Mattia Pajè

Istituzioni

  • Fondazione smART – polo per l'arte
  • Artribune

Luoghi

  • Melzo
  • Rome
  • Italy

Fonti