L'installazione di Mattia Ferretti esplora i rituali lucani di Santa Lucia allo Studio Ariaudo
Mattia Ferretti (nato nel 1987 ad Atripalda) presenta una mostra personale allo Studio Ariaudo di Torino, traducendo la celebrazione lucana di Santa Lucia – un rituale che coinvolge rocchetti fatti a mano e ruoli reversibili di auriga e cavallo – in un'installazione simbolica autonoma. La mostra fa riferimento al mito di Fetonte come metafora dell'aspirazione umana, della perdita di controllo e del prezzo dell'ascesa. Tre sculture antropomorfe, realizzate con materiali elementari in un'estetica poverista, rappresentano stati di transizione dell'essere: il primo idolo, associato al rame, incarna l'esistenza primordiale; il secondo, in argento, introduce frattura e auto-interrogazione; il terzo, dorato e allungato, suggerisce la dissoluzione dell'identità attraverso la radiazione solare. Le opere incorporano occhi ex voto, braccia a forma di briglie e un cuore-ciminiera pulsante, evocando un corpo che sente e ricorda. La pratica di Ferretti evita l'illustrazione etnografica, creando invece una struttura simbolica in cui la trasformazione passa attraverso materia, memoria e dolore verso una coscienza più ampia.
Fatti principali
- Mattia Ferretti è nato ad Atripalda nel 1987.
- La mostra si tiene allo Studio Ariaudo di Torino.
- La mostra fa riferimento al rituale lucano di Santa Lucia che coinvolge rocchetti fatti a mano.
- Il mito di Fetonte funge da matrice esistenziale per l'installazione.
- Tre sculture antropomorfe sono realizzate con materiali elementari in un'estetica poverista.
- Il primo idolo è associato al rame e rappresenta l'esistenza primordiale.
- Il secondo idolo è fatto d'argento e introduce frattura e auto-interrogazione.
- Il terzo idolo è dorato e suggerisce la dissoluzione dell'identità attraverso la radiazione solare.
Entità
Artisti
- Mattia Ferretti
Istituzioni
- Studio Ariaudo
- Artribune
Luoghi
- Atripalda
- Italy
- Turin