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L'installazione di Mattia Ferretti esplora i rituali lucani di Santa Lucia allo Studio Ariaudo

exhibition · 2026-04-26

Mattia Ferretti (nato nel 1987 ad Atripalda) presenta una mostra personale allo Studio Ariaudo di Torino, traducendo la celebrazione lucana di Santa Lucia – un rituale che coinvolge rocchetti fatti a mano e ruoli reversibili di auriga e cavallo – in un'installazione simbolica autonoma. La mostra fa riferimento al mito di Fetonte come metafora dell'aspirazione umana, della perdita di controllo e del prezzo dell'ascesa. Tre sculture antropomorfe, realizzate con materiali elementari in un'estetica poverista, rappresentano stati di transizione dell'essere: il primo idolo, associato al rame, incarna l'esistenza primordiale; il secondo, in argento, introduce frattura e auto-interrogazione; il terzo, dorato e allungato, suggerisce la dissoluzione dell'identità attraverso la radiazione solare. Le opere incorporano occhi ex voto, braccia a forma di briglie e un cuore-ciminiera pulsante, evocando un corpo che sente e ricorda. La pratica di Ferretti evita l'illustrazione etnografica, creando invece una struttura simbolica in cui la trasformazione passa attraverso materia, memoria e dolore verso una coscienza più ampia.

Fatti principali

  • Mattia Ferretti è nato ad Atripalda nel 1987.
  • La mostra si tiene allo Studio Ariaudo di Torino.
  • La mostra fa riferimento al rituale lucano di Santa Lucia che coinvolge rocchetti fatti a mano.
  • Il mito di Fetonte funge da matrice esistenziale per l'installazione.
  • Tre sculture antropomorfe sono realizzate con materiali elementari in un'estetica poverista.
  • Il primo idolo è associato al rame e rappresenta l'esistenza primordiale.
  • Il secondo idolo è fatto d'argento e introduce frattura e auto-interrogazione.
  • Il terzo idolo è dorato e suggerisce la dissoluzione dell'identità attraverso la radiazione solare.

Entità

Artisti

  • Mattia Ferretti

Istituzioni

  • Studio Ariaudo
  • Artribune

Luoghi

  • Atripalda
  • Italy
  • Turin

Fonti