Matthias Hornschuh: L'IA senza coscienza non può creare arte
In un'intervista con il Monopol Magazin in occasione del German Creative Economy Summit di Amburgo, il produttore musicale e autore Matthias Hornschuh critica aspramente gli attuali sviluppi dell'IA. Sostiene che l'IA generativa come ChatGPT o Claude non possa essere creativa, poiché manca di intenzionalità e coscienza. La creatività presuppone un soggetto che voglia esprimere qualcosa. Hornschuh mette in guardia da una 'espropriazione' degli autori attraverso dati di addestramento basati sul furto e fa riferimento alla causa del New York Times contro OpenAI alla fine del 2023. Sottolinea che le promesse di efficienza dell'IA spesso non vengono mantenute, poiché è necessario molto tempo per le correzioni. Inoltre, vede la tecnologia come un acceleratore di una già esistente svalutazione del lavoro intellettuale. Hornschuh chiede una maggiore consapevolezza critica tra i creativi e la sovranità digitale dell'Europa. Tuttavia, consiglia ai giovani di studiare arte, poiché lì si apprendono competenze come la concezione e l'orientamento al pubblico.
Fatti principali
- Intervista con Matthias Hornschuh sul Monopol Magazin
- Hornschuh parla al German Creative Economy Summit di Amburgo
- L'IA generativa non ha intenzionalità e quindi non è creativa
- I sistemi di IA si basano sul furto di diritti d'autore
- Il New York Times ha citato in giudizio OpenAI alla fine del 2023 per plagio
- I guadagni di efficienza tramite IA sono spesso ridotti
- L'IA è un acceleratore della svalutazione del lavoro intellettuale
- Hornschuh chiede la sovranità digitale dell'Europa
Entità
Artisti
- Matthias Hornschuh
- Joseph Weizenbaum
- Gerhard Richter
Istituzioni
- Monopol Magazin
- German Creative Economy Summit
- New York Times
- OpenAI
- Deezer
- Ipsos
- Künstlersozialkasse
- Nvidia
- EU
Luoghi
- Hamburg
- Deutschland
- Köln
- Kölner Dom
- Leipzig
- globaler Süden
- Europa