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Matteo Capobianco sull'intersezione tra street art, design e scenografia

artist · 2026-05-04

Matteo Capobianco, noto come Ufocinque, discute le sue installazioni di carta che uniscono street art, design e scenografia. Sottolinea un rigoroso processo di progettazione seguito da un'esecuzione istintiva, in cui la carta viene tagliata e stratificata per creare forme tridimensionali da piani bidimensionali. Il suo lavoro privilegia l'economia dei materiali e la sensibilità contestuale, puntando a una quasi dematerializzazione attraverso l'uso minimo di carta e l'affidamento alla luce. L'artista descrive la sua pratica come trasversale, integrando l'invito alla partecipazione del pubblico tipico della street art, gli strumenti operativi del design e lo studio spaziale della scenografia. Nota che gli spettatori si muovono spesso con cautela attraverso le sue installazioni, descrivendole come oniriche e giocose. L'intervista è stata condotta da Davide Dal Sasso e pubblicata su Artribune.

Fatti principali

  • Matteo Capobianco lavora sotto il nome di Ufocinque.
  • Le sue installazioni utilizzano carta tagliata per creare forme tridimensionali da piani bidimensionali.
  • Segue un rigoroso processo di progettazione ma lascia che l'istinto guidi la fase di taglio.
  • L'economia dei materiali è centrale: usa carta minima per massimizzare l'impatto spaziale.
  • La luce è essenziale per il lavoro, poiché consente la percezione dell'installazione.
  • La sua pratica è trasversale, combinando street art, design e scenografia.
  • Gli spettatori spesso descrivono le installazioni come oniriche, fiabesche e giocose.
  • L'intervista è stata condotta da Davide Dal Sasso e pubblicata su Artribune.

Entità

Artisti

  • Matteo Capobianco
  • Ufocinque
  • Davide Dal Sasso

Istituzioni

  • Artribune

Luoghi

  • Milan
  • Italy
  • Mexico City
  • Mexico

Fonti