Matteo Capobianco sull'intersezione tra street art, design e scenografia
Matteo Capobianco, noto come Ufocinque, discute le sue installazioni di carta che uniscono street art, design e scenografia. Sottolinea un rigoroso processo di progettazione seguito da un'esecuzione istintiva, in cui la carta viene tagliata e stratificata per creare forme tridimensionali da piani bidimensionali. Il suo lavoro privilegia l'economia dei materiali e la sensibilità contestuale, puntando a una quasi dematerializzazione attraverso l'uso minimo di carta e l'affidamento alla luce. L'artista descrive la sua pratica come trasversale, integrando l'invito alla partecipazione del pubblico tipico della street art, gli strumenti operativi del design e lo studio spaziale della scenografia. Nota che gli spettatori si muovono spesso con cautela attraverso le sue installazioni, descrivendole come oniriche e giocose. L'intervista è stata condotta da Davide Dal Sasso e pubblicata su Artribune.
Fatti principali
- Matteo Capobianco lavora sotto il nome di Ufocinque.
- Le sue installazioni utilizzano carta tagliata per creare forme tridimensionali da piani bidimensionali.
- Segue un rigoroso processo di progettazione ma lascia che l'istinto guidi la fase di taglio.
- L'economia dei materiali è centrale: usa carta minima per massimizzare l'impatto spaziale.
- La luce è essenziale per il lavoro, poiché consente la percezione dell'installazione.
- La sua pratica è trasversale, combinando street art, design e scenografia.
- Gli spettatori spesso descrivono le installazioni come oniriche, fiabesche e giocose.
- L'intervista è stata condotta da Davide Dal Sasso e pubblicata su Artribune.
Entità
Artisti
- Matteo Capobianco
- Ufocinque
- Davide Dal Sasso
Istituzioni
- Artribune
Luoghi
- Milan
- Italy
- Mexico City
- Mexico