L'astrazione dello spazio spirituale interiore di Matias Spescha
La pratica pittorica di Matias Spescha rifiuta la contemplazione passiva, mirando invece a liberare l'energia accumulata. Per decenni ha perseguito la riduzione, diventando un pittore dell'astrazione incentrato sullo spazio spirituale interiore dell'umanità. Il suo lavoro coltiva la contraddizione: una ricchezza variegata nell'ascetismo, nonostante lo spettacolo ripetitivo. Il luogo diventa uno spazio astratto e vuoto dove lo spettatore si trova senza essere al centro. Spescha riconosce la sua pittura come europea, ma i suoi tentativi di separare l'Essere dall'Apparire lo allineano con le pratiche asiatiche.
Fatti principali
- I dipinti di Matias Spescha mirano a liberare l'energia accumulata, non a invitare alla contemplazione passiva.
- Ha condotto una ricerca decennale sulla riduzione.
- È descritto come un pittore dell'astrazione dello spazio spirituale interiore dell'uomo.
- Il suo lavoro coltiva la contraddizione tra ricchezza multipla e ascetismo.
- Lo spazio locale nella sua opera è astratto e vuoto, con lo spettatore non al centro.
- Spescha riconosce la sua pittura come europea.
- I suoi tentativi di separare l'Essere dall'Apparire si allineano con la pratica asiatica.
- L'articolo è stato pubblicato su artpress nel maggio 1994.
Entità
Artisti
- Matias Spescha
Istituzioni
- artpress
Fonti
- artpress —