Matermània/Matermanìa: Sei artisti esplorano la maternità come resistenza
All'Atipografia di Arzignano, Italia, un'ex struttura di fine Ottocento convertita in galleria da Studio AMAA, i direttori Elena Dal Molin e Marco Mioli presentano Matermània/Matermanìa, il primo capitolo di una trilogia che esamina la trascendenza umana attraverso la maternità. La mostra presenta sei artisti—Marta Allegri (Bologna, 1961), Mats Bergquist (Stoccolma, 1960), Gregorio Botta (Napoli, 1953), Diego Soldà (Arzignano, 1981), Željana Vidović (Mali Lošinj, Croazia, 1982) e Stefano Mario Zatti—che offrono diverse prospettive maschili e femminili. L'installazione di Botta utilizza il latte in un altare laico, mentre Allegri evoca ricordi sensoriali di brodo e lignaggio femminile. Le opere a tempera stratificate di Soldà creano forme ammonitiche simili a frattali, descritte dal critico Renato Barilli come 'ambiguità fertile'. Zatti traccia i contorni del corpo di suo figlio Efrem sulla stessa tela ogni luna piena dal 2017. I pezzi ceramici di Vidović (Amare, 2023–2024) incarnano la maternità umana e artistica, affiancati dalle forme di Venere a encausto di Bergquist. Dal Molin afferma che in un 'mondo bidimensionale' dove la superstizione ha cancellato l'estasi e il sacro, partorire è il primo atto di resistenza. Il secondo capitolo, L'ombra delle lucciole, affronterà la luce dell'essere, e il terzo esplorerà il daimon, la fiamma interiore tra divino e umano.
Fatti principali
- Mostra intitolata Matermània/Matermanìa all'Atipografia di Arzignano, Italia
- Curata da Elena Dal Molin e Marco Mioli
- Presenta sei artisti: Marta Allegri, Mats Bergquist, Gregorio Botta, Diego Soldà, Željana Vidović, Stefano Mario Zatti
- Spazio espositivo convertito da un edificio di fine Ottocento da Studio AMAA
- Primo capitolo di una trilogia sulla trascendenza umana e la maternità
- Gregorio Botta utilizza il latte in un altare laico
- Marta Allegri si concentra su ricordi sensoriali e lignaggio femminile
- Diego Soldà crea opere a tempera stratificate descritte come 'ambiguità fertile' da Renato Barilli
- Stefano Mario Zatti traccia i contorni del corpo di suo figlio Efrem sulla stessa tela ogni luna piena dal 2017
- Željana Vidović presenta opere ceramiche Amare (2023–2024)
- Mats Bergquist espone forme di Venere a encausto
- Secondo capitolo intitolato L'ombra delle lucciole; terzo capitolo sul daimon
- Elena Dal Molin: 'Il primo atto di resistenza è partorire'
Entità
Artisti
- Marta Allegri
- Mats Bergquist
- Gregorio Botta
- Diego Soldà
- Željana Vidović
- Stefano Mario Zatti
- Antonietta Raphael
- Renato Barilli
- Elena Dal Molin
- Marco Mioli
Istituzioni
- Atipografia
- Studio AMAA
- Artribune
Luoghi
- Arzignano
- Italy
- Vicenza
- Bologna
- Stockholm
- Sweden
- Naples
- Mali Lošinj
- Croatia