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Mat Collishaw su bellezza, violenza e intelligenza artificiale nell'arte

exhibition · 2026-04-27

Mat Collishaw, un giovane artista britannico esordito nella mostra Freeze del 1988 organizzata da Damien Hirst, riflette sulla sua carriera lunga oltre 30 anni. Il suo lavoro, che combina fotografia, videoarte, illusioni ottiche e scultura cinetica, esplora psicologia, storia, sociologia e scienza. La mostra personale di Collishaw 'Alluvion' alla Galleria M77 di Milano, curata da Danilo Eccher, presenta opere come 'All Things Fall', che esamina i cicli storici di crudeltà. Discute il suo fascino per il potenziale manipolativo della bellezza, citando fiori che ingannano gli insetti come parallelo alla generazione cieca di immagini dell'IA. Collishaw affronta anche la violenza nell'arte, riferendosi alla teoria dell'istinto di sopravvivenza di Steven Pinker. Il suo processo creativo prevede letture approfondite, disegni e test sui materiali, spesso esternalizzando la fabbricazione per la stampa 3D. L'intervista include il curatore Danilo Eccher, che collabora con Collishaw dal 1999, descrivendo il suo lavoro come fiabesco, dove verità e apparenza si confondono.

Fatti principali

  • Mat Collishaw si è laureato al Goldsmiths' College nel 1989.
  • Ha partecipato alla mostra Freeze del 1988 organizzata da Damien Hirst.
  • La sua mostra personale 'Alluvion' è alla Galleria M77 di Milano, curata da Danilo Eccher.
  • L'opera giovanile di Collishaw 'Bullet Hole' (1988) era una fotografia 4x3m in 15 lightbox.
  • Usa l'IA per generare immagini, paragonando i geni al codice informatico.
  • L'opera 'All Things Fall' riflette sulla crudeltà storica come spettacolo.
  • Collishaw cita il sociobiologo Edward O. Wilson sulle emozioni paleolitiche e la tecnologia divina.
  • Il curatore Danilo Eccher lavora con Collishaw dal 1999.

Entità

Artisti

  • Mat Collishaw
  • Damien Hirst
  • Danilo Eccher

Istituzioni

  • Goldsmiths' College
  • M77 Gallery
  • Young British Artists

Luoghi

  • Nottingham
  • London
  • Milan
  • Bristol

Fonti