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Mastercard Completa l'Acquisizione da 1,8 Miliardi di Dollari di BVNK per Espandere l'Infrastruttura di Pagamento in Stablecoin

economy-finance · 2026-08-05

Mastercard ha acquistato BVNK, un fornitore di infrastrutture per stablecoin con sede a Londra, per un massimo di 1,8 miliardi di dollari, inclusi 300 milioni di dollari di earnout. Questa acquisizione, annunciata all'inizio dell'anno, consente a Mastercard di prendere il controllo della piattaforma stablecoin di BVNK, permettendo transazioni sicure e conformi sulle principali reti blockchain. Jorn Lambert, Chief Product Officer, ha sottolineato l'importanza delle stablecoin nelle transazioni B2B internazionali, immaginando un ecosistema 'multi-valuta' che includa valute fiat, stablecoin e depositi tokenizzati. Fondata nel 2021, BVNK serve fornitori di pagamenti e imprese globali in oltre 130 paesi. Mastercard prevede di sfruttare la tecnologia di BVNK per collegare la finanza tradizionale e le reti blockchain, allineandosi a una tendenza più ampia tra i leader dei pagamenti come Visa e Stripe.

Fatti principali

  • Mastercard ha completato l'acquisizione di BVNK, un fornitore di infrastrutture per stablecoin con sede a Londra.
  • Accordo valutato fino a 1,8 miliardi di dollari, inclusi 300 milioni di dollari di earnout.
  • BVNK fondata nel 2021, opera in oltre 130 paesi.
  • Il Chief Product Officer di Mastercard, Jorn Lambert, ha commentato l'acquisizione.
  • BVNK fornisce tecnologia backend per detenere, inviare, ricevere, convertire e gestire valute fiat e stablecoin.
  • Mastercard mira a creare interoperabilità tra valute fiat, stablecoin, depositi tokenizzati e altri valori digitali.
  • L'acquisizione dà a Mastercard la proprietà diretta dell'infrastruttura per stablecoin, riducendo la dipendenza da fornitori terzi.
  • I rivali Visa e Stripe stanno anche investendo nell'infrastruttura di pagamento per asset digitali.

Entità

Istituzioni

  • Mastercard
  • BVNK
  • Visa
  • Stripe
  • DefiLlama
  • NFT Plazas

Luoghi

  • London
  • United Kingdom

Fonti