Massimo Mila su Bayreuth di Wagner: Il profondo realismo del mito
Un articolo di Cesare Galla e Anita Romanello su doppiozero.com riprende un saggio del 1980 del critico musicale italiano Massimo Mila, originariamente pubblicato sulla rivista Cultura e scuola e successivamente incluso nel suo libro Brahms e Wagner (Einaudi, 1994). Nel saggio, Mila riflette sulla sfida di penetrare le metafore fumose del mito wagneriano per scoprire che Sigfrido e i suoi compagni sono persone come noi. Egli sostiene che una volta riconosciuto il profondo realismo sotto il velo del mito, l'Anello di Wagner diventa una storia ideale ed eterna dell'umanità, uno specchio delle nostre vite. Mila cita la controversa produzione di Bayreuth del 1976 di Patrice Chéreau, che ambientò l'opera in tempi moderni con Fricka in abito da sera e Wotan come un elegante avventuriero di cinquant'anni, come esempio che, lungi dall'essere insensato, rivela l'attualità senza tempo dell'opera. L'articolo discute il significato duraturo del Festival di Bayreuth come santuario dell'arte di Wagner.
Fatti principali
- Il saggio di Massimo Mila fu pubblicato nel 1980 sulla rivista Cultura e scuola.
- Il saggio fu successivamente incluso nel libro Brahms e Wagner, pubblicato da Einaudi nel 1994.
- Mila discute il profondo realismo sottostante al mito di Wagner ne L'anello del Nibelungo.
- Fa riferimento alla produzione di Bayreuth del 1976 di Patrice Chéreau, che utilizzò ambientazioni moderne.
- Nella produzione di Chéreau, Fricka indossava un abito da sera e Wotan appariva come un elegante cinquantenne.
- L'articolo è di Cesare Galla e Anita Romanello, pubblicato su doppiozero.com.
- Il titolo dell'articolo si traduce in 'Bayreuth, il santuario di Wagner'.
- L'URL della fonte è https://www.doppiozero.com/bayreuth-il-santuario-di-wagner.
Entità
Artisti
- Massimo Mila
- Richard Wagner
- Patrice Chéreau
- Cesare Galla
- Anita Romanello
Istituzioni
- Einaudi
- Cultura e scuola
- Bayreuth Festival
Luoghi
- Bayreuth
- Germany