Il Progetto FLOR di Marzia Bianchi Usa i Fiori per Affrontare le Mutilazioni Genitali Femminili
La fotografa Marzia Bianchi ha lanciato il progetto FLOR (Female Liberties Oughta Rise) pochi giorni dopo che sua figlia adolescente, arrivata dalla Somalia tre anni e mezzo fa, le ha chiesto come spiegare a coetanei e insegnanti la mutilazione genitale subita da bambina senza sentirsi in vetrina. Il progetto utilizza i fiori come simbolo iconico della riproduzione e fertilità femminile per aiutare sua figlia a comprendere il proprio corpo e trasformare una cicatrice traumatica in un'opera d'arte personale. Bianchi sottolinea l'importanza di evitare un approccio colonialista e di concentrarsi invece su educazione e consapevolezza. Il progetto mira a viaggiare a livello internazionale, utilizzando fiori provenienti da tutto il mondo, specialmente dall'Europa, dove le MGF sono più diffuse di quanto si creda. Una prevista residenza artistica in Finlandia è stata cancellata a causa del COVID-19. Bianchi nota che la chiusura delle scuole e i lockdown hanno aumentato il numero di ragazze a rischio di MGF. L'ONU mira a eliminare le MGF entro il 2030, e Bianchi spera che il suo progetto contribuisca a questo obiettivo.
Fatti principali
- Progetto FLOR (Female Liberties Oughta Rise) di Marzia Bianchi
- Ispirato dalla figlia adolescente di Bianchi, proveniente dalla Somalia, che ha subito MGF
- Utilizza i fiori come simboli per spiegare l'anatomia femminile e trasformare il trauma
- Il progetto mira a viaggiare a livello internazionale, specialmente in Europa
- Residenza artistica in Finlandia cancellata a causa del COVID-19
- I lockdown per il COVID-19 hanno aumentato il rischio di MGF per le ragazze
- Obiettivo dell'ONU di eliminare le MGF entro il 2030
- Bianchi sottolinea un approccio non colonialista e basato sull'educazione
Entità
Artisti
- Marzia Bianchi
Istituzioni
- Artribune
- United Nations
Luoghi
- Somalia
- Finland
- Europe
- Horn of Africa