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Il Progetto FLOR di Marzia Bianchi Usa i Fiori per Affrontare le Mutilazioni Genitali Femminili

artist · 2026-04-27

La fotografa Marzia Bianchi ha lanciato il progetto FLOR (Female Liberties Oughta Rise) pochi giorni dopo che sua figlia adolescente, arrivata dalla Somalia tre anni e mezzo fa, le ha chiesto come spiegare a coetanei e insegnanti la mutilazione genitale subita da bambina senza sentirsi in vetrina. Il progetto utilizza i fiori come simbolo iconico della riproduzione e fertilità femminile per aiutare sua figlia a comprendere il proprio corpo e trasformare una cicatrice traumatica in un'opera d'arte personale. Bianchi sottolinea l'importanza di evitare un approccio colonialista e di concentrarsi invece su educazione e consapevolezza. Il progetto mira a viaggiare a livello internazionale, utilizzando fiori provenienti da tutto il mondo, specialmente dall'Europa, dove le MGF sono più diffuse di quanto si creda. Una prevista residenza artistica in Finlandia è stata cancellata a causa del COVID-19. Bianchi nota che la chiusura delle scuole e i lockdown hanno aumentato il numero di ragazze a rischio di MGF. L'ONU mira a eliminare le MGF entro il 2030, e Bianchi spera che il suo progetto contribuisca a questo obiettivo.

Fatti principali

  • Progetto FLOR (Female Liberties Oughta Rise) di Marzia Bianchi
  • Ispirato dalla figlia adolescente di Bianchi, proveniente dalla Somalia, che ha subito MGF
  • Utilizza i fiori come simboli per spiegare l'anatomia femminile e trasformare il trauma
  • Il progetto mira a viaggiare a livello internazionale, specialmente in Europa
  • Residenza artistica in Finlandia cancellata a causa del COVID-19
  • I lockdown per il COVID-19 hanno aumentato il rischio di MGF per le ragazze
  • Obiettivo dell'ONU di eliminare le MGF entro il 2030
  • Bianchi sottolinea un approccio non colonialista e basato sull'educazione

Entità

Artisti

  • Marzia Bianchi

Istituzioni

  • Artribune
  • United Nations

Luoghi

  • Somalia
  • Finland
  • Europe
  • Horn of Africa

Fonti