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Martina Melilli sulla memoria coloniale italiana e l'arte

artist · 2026-05-05

In un'intervista ad Artribune, l'artista Martina Melilli discute il suo progetto in corso 'Tripolitalians' (2010–presente), che esplora il passato coloniale italiano in Libia attraverso ricordi familiari e ricerca d'archivio. Il progetto è nato dopo un incontro casuale a Bruxelles nel 2010, quando un negoziante marocchino la scambiò per una parlante arabo a causa dei suoi occhi, spingendola a indagare sul silenzio di suo nonno riguardo al suo tempo in Libia. Il lavoro di Melilli si estende in 'Italian-African rhyzome' (2017) e 'Mum, I'm sorry' (2017), quest'ultimo riguardante oggetti recuperati da migranti morti attraversando il Mediterraneo. Critica il mito degli 'Italiani brava gente' e l'amnesia collettiva sulle atrocità coloniali italiane, inclusi campi di concentramento e uccisioni di massa in Libia, Eritrea, Somalia ed Etiopia. Melilli sottolinea il potere degli archivi e della memoria soggettiva nel costruire narrazioni alternative, e spera un giorno di visitare Tripoli. L'intervista tocca anche la manipolazione mediatica delle percezioni sulla migrazione e il ruolo dell'arte contemporanea nel creare contro-immagini.

Fatti principali

  • Il progetto 'Tripolitalians' di Martina Melilli è iniziato nel 2010.
  • Il progetto è stato innescato da un incidente a Bruxelles dove un negoziante marocchino la scambiò per una parlante arabo.
  • Il nonno di Melilli era un tripolitaliano che rimase in silenzio sul suo passato.
  • Il passato coloniale italiano in Libia includeva campi di concentramento e uccisioni di massa.
  • Nel 1969, oltre 20.000 italiani furono rimpatriati dalla Libia.
  • Il film di Melilli 'My home, in Libya' si basa sul suo legame con Tripoli nonostante non l'abbia mai visitata.
  • Il progetto 'Mum, I'm sorry' (2017) utilizza oggetti di migranti morti attraversando il Mediterraneo.
  • Melilli critica il mito degli 'Italiani brava gente' e chiede il riconoscimento della storia coloniale italiana.
  • Fa riferimento al film di Johan Van der Keuken 'The Way South' (1981) sull'integrazione post-coloniale.
  • Il lavoro di Melilli è sostenuto da Viafarini, DOCVA e Sprint Milano.

Entità

Artisti

  • Martina Melilli
  • Johan Van der Keuken

Istituzioni

  • Artribune
  • Viafarini
  • DOCVA
  • Sprint Milano

Luoghi

  • Brussels
  • Belgium
  • Tripoli
  • Libya
  • Italy
  • Eritrea
  • Somalia
  • Ethiopia
  • Paris
  • Goutte d'Or
  • New York

Fonti