Martina Melilli sulla memoria coloniale italiana e l'arte
In un'intervista ad Artribune, l'artista Martina Melilli discute il suo progetto in corso 'Tripolitalians' (2010–presente), che esplora il passato coloniale italiano in Libia attraverso ricordi familiari e ricerca d'archivio. Il progetto è nato dopo un incontro casuale a Bruxelles nel 2010, quando un negoziante marocchino la scambiò per una parlante arabo a causa dei suoi occhi, spingendola a indagare sul silenzio di suo nonno riguardo al suo tempo in Libia. Il lavoro di Melilli si estende in 'Italian-African rhyzome' (2017) e 'Mum, I'm sorry' (2017), quest'ultimo riguardante oggetti recuperati da migranti morti attraversando il Mediterraneo. Critica il mito degli 'Italiani brava gente' e l'amnesia collettiva sulle atrocità coloniali italiane, inclusi campi di concentramento e uccisioni di massa in Libia, Eritrea, Somalia ed Etiopia. Melilli sottolinea il potere degli archivi e della memoria soggettiva nel costruire narrazioni alternative, e spera un giorno di visitare Tripoli. L'intervista tocca anche la manipolazione mediatica delle percezioni sulla migrazione e il ruolo dell'arte contemporanea nel creare contro-immagini.
Fatti principali
- Il progetto 'Tripolitalians' di Martina Melilli è iniziato nel 2010.
- Il progetto è stato innescato da un incidente a Bruxelles dove un negoziante marocchino la scambiò per una parlante arabo.
- Il nonno di Melilli era un tripolitaliano che rimase in silenzio sul suo passato.
- Il passato coloniale italiano in Libia includeva campi di concentramento e uccisioni di massa.
- Nel 1969, oltre 20.000 italiani furono rimpatriati dalla Libia.
- Il film di Melilli 'My home, in Libya' si basa sul suo legame con Tripoli nonostante non l'abbia mai visitata.
- Il progetto 'Mum, I'm sorry' (2017) utilizza oggetti di migranti morti attraversando il Mediterraneo.
- Melilli critica il mito degli 'Italiani brava gente' e chiede il riconoscimento della storia coloniale italiana.
- Fa riferimento al film di Johan Van der Keuken 'The Way South' (1981) sull'integrazione post-coloniale.
- Il lavoro di Melilli è sostenuto da Viafarini, DOCVA e Sprint Milano.
Entità
Artisti
- Martina Melilli
- Johan Van der Keuken
Istituzioni
- Artribune
- Viafarini
- DOCVA
- Sprint Milano
Luoghi
- Brussels
- Belgium
- Tripoli
- Libya
- Italy
- Eritrea
- Somalia
- Ethiopia
- Paris
- Goutte d'Or
- New York