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Le Scritture Bianche di Mark Tobey in Mostra a Napoli

exhibition · 2026-04-26

Quindici opere di Mark Tobey (1890–1976), realizzate tra gli anni '50 e '60, sono esposte a Napoli grazie a una collaborazione tra il gallerista Andrea Ingenito, l'archivio Hachmeister e collezioni private. La mostra mette in luce la pennellata calligrafica di Tobey e il suo caratteristico stile 'white writing', che fonde tradizioni occidentali e orientali. A differenza degli espressionisti astratti, Tobey prediligeva una pittura contemplativa influenzata dalle filosofie orientali e dalla meditazione. Convertitosi al bahaismo nel 1918, viaggiò in Cina e Giappone e, dal 1922 a Seattle, studiò pittura e calligrafia cinesi. Le sue opere presentano piccoli segni ripetuti che ricoprono la superficie, sovrapposti a pattern ritmici che evocano città notturne americane. Tobey descriveva il suo 'impulso calligrafico' come un arricchimento del suo lavoro verso nuove dimensioni, catturando l'intrico e la confusione delle grandi città.

Fatti principali

  • La mostra a Napoli presenta 15 opere di Mark Tobey degli anni '50–'60.
  • Opere provenienti da una galleria milanese, dall'archivio Hachmeister e da collezioni private.
  • Il 'white writing' di Tobey integra culture occidentali e orientali.
  • Tobey si convertì al bahaismo nel 1918 e visitò Cina e Giappone.
  • Si stabilì a Seattle nel 1922 e studiò pittura e calligrafia cinesi.
  • La sua tecnica prevede piccoli segni ripetuti che ricoprono l'intero supporto.
  • Le opere raffigurano intricati pattern ritmici e paesaggi urbani notturni.
  • Tobey si opponeva allo stile gestuale e vigoroso dell'Espressionismo Astratto.

Entità

Artisti

  • Mark Tobey

Istituzioni

  • Hachmeister archive
  • Artribune

Luoghi

  • Naples
  • Milan
  • Centerville
  • Basel
  • Seattle
  • China
  • Japan

Fonti