Le Scritture Bianche di Mark Tobey in Mostra a Napoli
Quindici opere di Mark Tobey (1890–1976), realizzate tra gli anni '50 e '60, sono esposte a Napoli grazie a una collaborazione tra il gallerista Andrea Ingenito, l'archivio Hachmeister e collezioni private. La mostra mette in luce la pennellata calligrafica di Tobey e il suo caratteristico stile 'white writing', che fonde tradizioni occidentali e orientali. A differenza degli espressionisti astratti, Tobey prediligeva una pittura contemplativa influenzata dalle filosofie orientali e dalla meditazione. Convertitosi al bahaismo nel 1918, viaggiò in Cina e Giappone e, dal 1922 a Seattle, studiò pittura e calligrafia cinesi. Le sue opere presentano piccoli segni ripetuti che ricoprono la superficie, sovrapposti a pattern ritmici che evocano città notturne americane. Tobey descriveva il suo 'impulso calligrafico' come un arricchimento del suo lavoro verso nuove dimensioni, catturando l'intrico e la confusione delle grandi città.
Fatti principali
- La mostra a Napoli presenta 15 opere di Mark Tobey degli anni '50–'60.
- Opere provenienti da una galleria milanese, dall'archivio Hachmeister e da collezioni private.
- Il 'white writing' di Tobey integra culture occidentali e orientali.
- Tobey si convertì al bahaismo nel 1918 e visitò Cina e Giappone.
- Si stabilì a Seattle nel 1922 e studiò pittura e calligrafia cinesi.
- La sua tecnica prevede piccoli segni ripetuti che ricoprono l'intero supporto.
- Le opere raffigurano intricati pattern ritmici e paesaggi urbani notturni.
- Tobey si opponeva allo stile gestuale e vigoroso dell'Espressionismo Astratto.
Entità
Artisti
- Mark Tobey
Istituzioni
- Hachmeister archive
- Artribune
Luoghi
- Naples
- Milan
- Centerville
- Basel
- Seattle
- China
- Japan