La mostra di Mark Flood alla Maccarone esplora il branding nell'era digitale con dipinti e oggetti trovati
La mostra di Mark Flood alla Maccarone di New York, in programma dal 2 maggio al 28 luglio 2017, presenta dipinti e installazioni che criticano la cultura digitale. L'esposizione include tele di grandi dimensioni che raffigurano loghi aziendali sfocati come Deutsche Bank e Google, con opere come 'Captured Serpent' (2017) e 'Google Murder Suicide' (2017) che evocano movimento e astrazione. Flood incorpora divani e tappeti neri consumati dal suo studio di Houston, creando un contrasto analogico rispetto alle immagini digitali raffinate. Altre opere includono dipinti con stencil a pizzo come 'Paddock' (2015) e 'The Women's Cult' (2017), che mescolano estetica artigianale con elementi monocromatici. Dipinti ispirati ai feed di Twitter, come 'Don't Be Stupid' (2017), fanno riferimento a teorie del complotto su Julian Assange, mentre opere in cartone come 'Serve the Community Bitter' (2016) aggiungono un tocco simile al graffiti. Una griglia di pagine di un album di ritagli di Greta Garbo del 1939 evidenzia parallelismi storici nel branding. La mostra esamina la persistenza del branding attraverso le epoche, utilizzando distorsione visiva e mixed media per interrogare i piaceri e i terrori neoliberali del digitale.
Fatti principali
- Date della mostra: 2 maggio – 28 luglio 2017
- Luogo: Maccarone, New York
- Artista: Mark Flood
- Presenta dipinti di loghi sfocati come Deutsche Bank e Google
- Include divani e tappeti trovati dallo studio dell'artista a Houston
- Contiene opere con stencil a pizzo come 'Paddock' (2015)
- Presenta dipinti ispirati ai feed di Twitter che fanno riferimento a Julian Assange
- Espone una griglia di pagine di un album di ritagli di Greta Garbo del 1939
Entità
Artisti
- Mark Flood
- Julian Assange
- Greta Garbo
Istituzioni
- Maccarone
- Deutsche Bank
- Goodwill
- Rooms To Go
Luoghi
- New York
- United States
- Houston
- Texas
- New Haven
- Connecticut