Le sculture viventi di Marisa Merz riesaminate attraverso la lente della pandemia
Nel 1966, Marisa Merz creò le sue 'Sculture Viventi' modellando strisce di alluminio in varie forme all'interno della sua casa di Torino, fondendo arte e vita familiare. Come figure chiave del movimento Arte Povera, la famiglia Merz interagiva quotidianamente con queste opere, che si estendevano su mobili e soffitti. Le immagini d'archivio mostrano le sculture che invadevano il loro spazio abitativo. Merz espose il suo lavoro alla Galleria Sperone di Torino nel 1967, dove i pezzi pendevano dal pavimento al soffitto. Un'altra installazione alla Galleria Civica d'Arte Moderna presentava una singola striscia tra opere d'arte tradizionali. Le sculture apparvero anche nel film del 1967 di Tonino De Bernardi 'Il Mostre Verde'. Versioni più piccole fanno parte della collezione Tate e furono esposte alla Biennale di Venezia. Un'esclusiva online è stata pubblicata il 17 aprile 2020.
Fatti principali
- Marisa Merz creò le 'Sculture Viventi' nel 1966
- Le sculture erano realizzate con strisce di alluminio formate in strutture tubolari
- Furono inizialmente installate nella casa torinese di Merz, intrecciandosi con la vita domestica
- Merz e suo marito Mario furono pionieri dell'Arte Povera
- L'opera fu esposta alla Galleria Sperone di Torino nel 1967
- Installazioni si tennero anche alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Torino e al The Piper Pluri Club
- Le sculture apparvero nel film del 1967 di Tonino De Bernardi 'Il Mostre Verde'
- Il manifesto dell'Arte Povera di Germano Celant del 1967 omise Merz
Entità
Artisti
- Marisa Merz
- Mario Merz
- Beatrice Merz
- Germano Celant
- Tonino De Bernardi
Istituzioni
- Galleria Sperone
- Galleria Civica d'Arte Moderna
- The Piper Pluri Club
- Tate
- Venice Biennale
- ArtReview
Luoghi
- Turin
- Italy