Retrospettiva di Mario Cresci alla GAMeC Bergamo abbraccia 50 anni di fotografia
Mario Cresci (nato nel 1942 a Chiavari; vive a Bergamo) co-curata con Cristina Rodeschini, direttrice dell'Accademia Carrara, una retrospettiva del suo stesso lavoro alla GAMeC di Bergamo. Intitolata "La fotografia del no 1964–2016" (frase presa in prestito da Goffredo Fofi), la mostra presenta oltre cinquant'anni di lavoro in sezioni che evitano una cronologia rigorosa, costruendo invece risonanze intime tra diverse fasi della sua ricerca. La pratica di Cresci si muove tra arte concettuale, analisi sociale e formazione visiva, spaziando dalla Liguria a Venezia, Roma, Matera e Bergamo. La mostra include i primi lavori etnografici del 1967 a Tricarico, in Basilicata, dove fotografò case e famiglie per un progetto di pianificazione urbana. Serie successive includono "D'après" (1985), copie di fotografie storiche che rivelano mappe mentali; "Transizioni" (1967–2016), studi d'interni; e "Metafore" (2013–16), che raffigurano figure anonime avvolte in coperte termiche come simboli di salvataggio. Un catalogo completo accompagna la mostra.
Fatti principali
- Mario Cresci è nato nel 1942 a Chiavari e vive a Bergamo
- La mostra è co-curata da Cresci e Cristina Rodeschini
- Cristina Rodeschini è direttrice dell'Accademia Carrara
- La mostra è intitolata 'La fotografia del no 1964–2016'
- Il titolo cita Goffredo Fofi
- La mostra si tiene alla GAMeC di Bergamo
- La mostra copre oltre cinquant'anni di lavoro di Cresci
- Nell'estate del 1967, Cresci iniziò a collaborare con urbanisti e architetti a Tricarico, in Basilicata
- Le serie includono 'D'après' (1985), 'Transizioni' (1967–2016) e 'Metafore' (2013–16)
- Un catalogo è stato pubblicato per l'occasione
Entità
Artisti
- Mario Cresci
- Goffredo Fofi
Istituzioni
- GAMeC
- Accademia Carrara
- Artribune
Luoghi
- Bergamo
- Italy
- Chiavari
- Liguria
- Venice
- Rome
- Matera
- Basilicata
- Tricarico
- Milan