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Marijam Did in 'Everything To Play For' esamina le sfide etiche dell'industria dei videogiochi e il suo potenziale di cambiamento

publication · 2026-04-20

Nella sua pubblicazione del 2024, 'Everything To Play For: How Video Games Are Changing The World', Marijam Did critica la natura sfruttatrice dell'industria dei videogiochi esaminando al contempo la sua capacità di trasformazione positiva. Pubblicato da Verso, il libro attinge al background di Did come ex dirigente di marketing e al suo coinvolgimento con Game Workers Unite International, gettando luce su pratiche lavorative dannose come il 'crunch time' e il disagio emotivo. Affronta le iniziative di sindacalizzazione, gli scioperi del SAG-AFTRA e la rappresentazione all'interno dei giochi, citando esempi come 'Papers, Please' (2013) e 'Norco' (2022). Did collega il gaming a sfide sociali più ampie, tra cui Gamergate e lo sfruttamento del lavoro nella produzione hardware, sostenendo l'uso dell'influenza del gaming per promuovere sostenibilità ed equità attraverso riforme etiche e sforzi dal basso.

Fatti principali

  • Il libro di Marijam Did 'Everything To Play For: How Video Games Are Changing The World' è stato pubblicato da Verso nel 2024.
  • Did è un'ex dirigente di marketing per uno studio di giochi e membro di Game Workers Unite International, il primo sindacato legalmente riconosciuto del settore.
  • Il libro critica le pratiche lavorative sfruttatrici come il 'crunch time' e il trauma emotivo, citando un animatore capo a Londra che ha reperito video di esecuzioni per le animazioni dei giochi.
  • Affronta gli sforzi di sindacalizzazione, inclusi gli scioperi guidati dal SAG-AFTRA per i doppiatori di videogiochi, e la diversificazione della rappresentazione nei giochi.
  • Did evidenzia l'impatto globale del gaming, con oltre 3 miliardi di giocatori attivi e 'Grand Theft Auto V' che ha generato oltre 8,5 miliardi di dollari di ricavi dal 2013.
  • Il libro collega il gaming a questioni politiche, come le molestie di Gamergate contro sviluppatrici femministe e l'uso di tecniche di live streaming da parte di estremisti di destra.
  • Did cita lo sfruttamento del lavoro globale nella produzione hardware a Kolwezi, Repubblica Democratica del Congo; Longhua subdistrict, Cina; e Phnom Penh, Cambogia.
  • Sostiene il cambiamento attraverso attività dal basso come LAN party, raccolte fondi con Tetris ed eventi di gaming antifascisti, criticando al contempo il rifiuto storico della sinistra verso i videogiochi.

Entità

Artisti

  • Marijam Did
  • Adrienne Shaw
  • Shira Chess
  • Claire Bishop
  • Lucas Pope
  • Toby Fox
  • Jamie Sutcliffe

Istituzioni

  • Verso
  • Game Workers Unite International
  • SAG-AFTRA
  • Breitbart
  • Strange Attractor Press
  • ArtReview

Luoghi

  • London
  • United Kingdom
  • North London
  • Los Angeles
  • United States
  • Shenzhen
  • China
  • Kolwezi
  • Democratic Republic of Congo
  • Longhua subdistrict
  • Phnom Penh
  • Cambodia

Fonti