Giochi di parole e sculture musicali di Maria Loboda alla Galerie schleicher + lange
La prima mostra personale di Maria Loboda alla Galerie schleicher + lange di Parigi, in programma dal 16 maggio al 30 luglio 2009, trasforma la galleria in un paesaggio linguistico e musicale. La mostra è divisa in due sale: 'Una stanza come parola' e 'Una stanza come canzone'. Nella prima, Loboda utilizza elementi architettonici e oggetti quotidiani per compitare 'of composition' attraverso lettere tridimensionali: una 't' dipinta su una parete, carta strappata che forma una 's', una stecca di legno come 'c', una colonna come 'p' e una ringhiera trasformata in 'm' con coperte. Tre bruciature di sigaretta su una pagina di libro e un'incisione di un angelo sono gli unici elementi figurativi. La seconda stanza evoca i materiali di un clavicembalo, con fili metallici tesi dal pavimento al soffitto come uno schermo, e due sedili – una sedia di legno ispirata ai mobili cubisti degli anni '20 e un pouf di feltro – uno di fronte all'altro, in riferimento al titolo della mostra 'Conversational Style', una frase tratta dalla definizione haydniana di musica da camera. Una parete blu sbiadita chiude lo spazio, riecheggiando le 'Correspondances' di Baudelaire. Loboda, artista polacca già riconosciuta a livello internazionale, ha in precedenza utilizzato linguaggi cifrati, come il linguaggio floreale ottocentesco per insulti, e ha fatto riferimento al Bauhaus e a Moholy-Nagy. La mostra è stata recensita da Anaël Pigeat in art press n°360.
Fatti principali
- Prima mostra personale di Maria Loboda alla Galerie schleicher + lange di Parigi
- Date della mostra: dal 16 maggio al 30 luglio 2009
- Titolo della mostra: 'Conversational Style' dalla definizione haydniana di musica da camera
- Due sale: 'Una stanza come parola' e 'Una stanza come canzone'
- La prima stanza compita 'of composition' usando elementi architettonici e oggetti
- Tre bruciature di sigaretta su una pagina di libro e un'incisione di un angelo sono gli unici elementi figurativi
- La seconda stanza utilizza materiali di un clavicembalo, con fili metallici e due sedili
- Sedia di legno ispirata ai mobili cubisti degli anni '20 e un pouf di feltro uno di fronte all'altro
- Loboda ha precedentemente utilizzato il linguaggio floreale ottocentesco per insulti
- Loboda ha fatto riferimento al Bauhaus e a Moholy-Nagy in opere precedenti
- Recensita da Anaël Pigeat in art press n°360 (ottobre 2009)
Entità
Artisti
- Maria Loboda
- Anaël Pigeat
- Haydn
- Moholy-Nagy
- Baudelaire
Istituzioni
- Galerie schleicher + lange
- art press
- c/o Atle Gerhardsen Gallery
Luoghi
- Paris
- France
- Berlin
- Germany
Fonti
- artpress —