Margarida Nzuzi Waco sull'editoria decoloniale negli anni 2020
In un saggio pubblicato il 24 marzo 2021, come parte della serie 'Decolonizzazione negli anni 2020' di ArtSchool, Margarida Nzuzi Waco esamina le dimensioni politiche dell'editoria. Il saggio, prodotto in collaborazione con il Museu de Arte de São Paulo, il Decolonising Arts Institute dell'UAL e il Dipartimento di Culture Visive del Goldsmiths, sostiene che l'editoria rimane un terreno conteso in cui persistono eredità coloniali. Waco critica gli sforzi performativi di 'inclusività' e 'diversificazione' da parte delle istituzioni del Nord globale dopo le proteste del Black Lives Matter del 2020 in seguito alla morte di George Floyd. Sostiene che questi sforzi spesso non riescono a sfidare le strutture imperialiste e capitaliste sottostanti. Il saggio traccia come le potenze coloniali abbiano storicamente controllato la produzione letteraria attraverso censura e monopoli, e contrappone questo al progetto panafricano che ha utilizzato l'editoria come strumento di liberazione, citando figure come Frantz Fanon, Aimé Césaire, Amilcar Cabral e Léopold Sédar Senghor. Waco invita a prestare attenzione alle operazioni materiali dell'editoria—commissione, editing, produzione, distribuzione e condizioni di lavoro—non solo alla rappresentazione. Evidenzia esempi storici come il giornale The Black Panther, i Pacific Indigenous Periodicals e Présence Africaine come modelli che hanno costruito solidarietà transnazionale. Il saggio conclude che la decolonialità è un processo in corso che richiede un ripensamento fondamentale della narrazione e delle gerarchie di potere.
Fatti principali
- Saggio pubblicato il 24 marzo 2021
- Parte della serie 'Decolonizzazione negli anni 2020' di ArtSchool
- Collaborazione con Museu de Arte de São Paulo, Decolonising Arts Institute dell'UAL e Dipartimento di Culture Visive del Goldsmiths
- Riferimento alle proteste del Black Lives Matter del 2020 dopo la morte di George Floyd
- Cita Frantz Fanon, Aimé Césaire, Amilcar Cabral, Léopold Sédar Senghor
- Menziona il giornale The Black Panther, i Pacific Indigenous Periodicals, Présence Africaine
- Critica l''inclusività' e 'diversificazione' istituzionale performativa
- Sostiene che l'editoria è un terreno conteso con eredità coloniali
Entità
Artisti
- Margarida Nzuzi Waco
- Frantz Fanon
- Aimé Césaire
- Amilcar Cabral
- Léopold Sédar Senghor
Istituzioni
- ArtSchool
- Museu de Arte de São Paulo
- UAL's Decolonising Arts Institute
- Goldsmiths Department of Visual Cultures
- Afterall
Luoghi
- São Paulo
- Brazil
Fonti
- Afterall —