Marco Senaldi critica la visione utopica del cyberspazio di Michael Benedikt
In un editoriale per Artribune Magazine #31, il filosofo e teorico dell'arte Marco Senaldi stronca il primo cyber-utopismo del testo del 1991 'Cyberspace' di Michael Benedikt. Senaldi cita la descrizione lirica di Benedikt del cyberspazio come un regno liberatorio e anarchico che avrebbe superato l'inquinamento fisico e l'inefficienza. Sostiene che tali illusioni ideologiche sono state infrante dalla realtà: spam, pop-up, aumento del consumo di carta e il Pacific Trash Vortex. Senaldi deride la nozione di 'freeconomy' promossa dall'ex direttore di Wired Chris Anderson, che faceva pagare 30.000 dollari per conferenze sull'argomento. Conclude riflettendo sulla metafora medievale dei nani sulle spalle dei giganti, chiedendosi cosa penserebbero gli antichi giganti della cultura digitale contemporanea.
Fatti principali
- Marco Senaldi ha scritto un editoriale per Artribune Magazine #31.
- L'editoriale critica il testo del 1991 'Cyberspace' di Michael Benedikt.
- Senaldi cita la descrizione di Benedikt del cyberspazio come un regno liberatorio e anarchico.
- Senaldi sostiene che le illusioni ideologiche sul cyberspazio sono state infrante dalla realtà.
- Cita spam, pop-up, aumento del consumo di carta e il Pacific Trash Vortex come prove.
- Senaldi critica l'ex direttore di Wired Chris Anderson per aver fatto pagare 30.000 dollari per conferenze sulla 'freeconomy'.
- L'editoriale usa la metafora medievale dei nani sulle spalle dei giganti.
- Senaldi è un filosofo, curatore e teorico dell'arte contemporanea che ha insegnato in varie istituzioni.
Entità
Artisti
- Marco Senaldi
- Michael Benedikt
- Chris Anderson
Istituzioni
- Artribune
- Artribune Magazine
- Wired
- Università di Milano Bicocca
- IULM di Milano
- FMAV di Modena
- Accademia di Brera
- LABA Libera Accademia di Belle Arti
Luoghi
- Pacific Trash Vortex