Marco Scotini sull'archivio come paradigma artistico e curatoriale
In un'intervista approfondita su Artribune, il curatore Marco Scotini discute l'ossessione contemporanea per gli archivi nel mondo dell'arte, rintracciandone le radici teoriche da Aby Warburg a Jacques Derrida. Distingue tra archivi istituzionali convenzionali – che chiama 'archivi-readymade' – e l'uso artistico dell'archivio come strumento critico per sfidare le narrazioni storiche. Il progetto stesso di Scotini, Disobedience Archive, fondato nel 2004, esemplifica questo approccio: una collezione in evoluzione di video e materiali effimeri che esplorano la disobbedienza sociale, dalla rivolta italiana del 1977 alle proteste globali, che farà parte della prossima Biennale di Istanbul. Sostiene che l'attuale svolta archivistica rifletta una perdita dell'oggetto documentario nell'era digitale, dove i big data e l'IA minacciano il valore probatorio delle immagini. Scotini sottolinea anche la necessità di una 'politica della memoria' e di un 'paradigma estetico' per sostituire quello scientifico obsoleto. L'intervista copre le sue mostre L'Inarchiviabile. Italia anni '70 (al FM Centro Arte Contemporanea, Milano) e Il soggetto imprevisto, che ha approfondito gli archivi femministi. Cita artisti come Akram Zaatari, Walid Raad e Sammy Baloji come figure chiave che lavorano con gli archivi. L'articolo annuncia anche la nuova collana di libri GeoArchivi di Meltemi, diretta da Scotini, con il primo volume su Asja Lācis.
Fatti principali
- Marco Scotini è la figura centrale dell'intervista, che discute il suo progetto Disobedience Archive.
- Disobedience Archive è stato concepito nel 2004 a Berlino come una mostra itinerante di video e materiali effimeri.
- L'archivio farà parte della prossima Biennale di Istanbul.
- Scotini distingue tra archivi istituzionali ('archivi-readymade') e archivi artistici.
- Ha curato L'Inarchiviabile. Italia anni '70 al FM Centro Arte Contemporanea, Milano.
- Ha curato Il soggetto imprevisto sugli archivi femministi.
- L'intervista cita artisti tra cui Akram Zaatari, Walid Raad, Sammy Baloji e altri.
- Meltemi ha lanciato la collana di libri GeoArchivi diretta da Marco Scotini.
- Il primo volume di GeoArchivi è L'agitatrice rossa di Asja Lācis, curato da Andris Brinkmanis.
- Scotini sostiene che l'attuale ossessione archivistica derivi dalla perdita dell'oggetto documentario nell'era digitale.
Entità
Artisti
- Marco Scotini
- Aby Warburg
- Jacques Derrida
- Michel Foucault
- Gianni Colombo
- Fausta Squatriti
- Achille Bonito Oliva
- José Saramago
- Yoko Agawa
- Gerhard Richter
- Marcel Broodthaers
- Akram Zaatari
- Pedro G. Romero
- Deimantas Narkevičius
- Walid Raad
- Lamia Joreige
- Sammy Baloji
- Naeem Mohaiemen
- Simon Wachsmuth
- Sheba Chhachhi
- Lisetta Carmi
- Marcella Campagnano
- Cindy Sherman
- Nan Goldin
- Alberto Grifi
- Harun Farocki
- Hito Steyerl
- Eyal Sivan
- Céline Condorelli
- Martino Gamper
- Erick Beltrán
- Giorgio Agamben
- Jean-François Lyotard
- Hal Foster
- André Malraux
- Allan Sekula
- Cristina Baldacci
- Hanne Darboven
- Hans Haacke
- Asja Lācis
- Andris Brinkmanis
- Paolo Caffoni
- Zasha Colah
- Massimiliano Guareschi
- Gabriele Sassone
- Elvira Vannini
- Marco Enrico Giacomelli
Istituzioni
- Documenta
- Istanbul Biennale
- FM Centro per l’arte contemporanea
- Fondazione Piero Manzoni
- Castello di Rivoli
- MART
- Centro Pecci
- CRRI
- SALT
- NABA
- Meltemi
- Artribune
- Raven Row
- MOCA Yinchuan
- Critical Art Ensemble
- Chto Delat?
- Asia Art Archive
- The Black Archives
- Archives de luttes des femmes en Algérie
- Ruangrupa
Luoghi
- Kassel
- Germany
- Istanbul
- Turkey
- Milan
- Italy
- Berlin
- London
- United Kingdom
- Prato
- Trento
- Rovereto
- Yinchuan
- China
- Algiers
- Algeria