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Marco Maria Zanin: La fotografia come indagine umanistica

artist · 2026-05-05

Marco Maria Zanin descrive la sua fotografia come uno strumento di indagine umanistica, capace di dialogare con contesti interdisciplinari più ampi. Le sue prime serie 'Cattedrali rurali' (2012) e 'São Paulo' (2013) rappresentano archetipi opposti: la prima radicata nelle tradizioni rurali del Veneto, la seconda che cattura il dinamismo del paesaggio urbano di San Paolo. Zanin vede questo contrasto come un esercizio deliberato di 'dislocamento', costringendosi a muoversi tra contesti radicalmente diversi. In 'Lacuna e equilibrio' (2015), fotografa detriti di edifici demoliti a San Paolo, disponendoli in nature morte che richiamano la pittura di Giorgio Morandi. L'opera esplora i temi della memoria, della distruzione e della possibilità di costruire futuri alternativi dalle rovine. La sua recente serie 'Os Argonautas' collega il mito di Giasone e degli Argonauti alla migrazione dei contadini veneti alla fine del XIX secolo, utilizzando interviste con i discendenti e oggetti trovati per ricostruire storie frammentate. L'immagine 'Carvalho' (portoghese per 'quercia') presenta un castello costruito con vecchie fotografie di famiglia, simbolo della fragilità della memoria e del concetto di 'demonumento' – partire da zero per invertire l'entropia della storia. La pratica di Zanin si confronta costantemente con radici, spostamento e la tensione tra tradizione e modernità.

Fatti principali

  • Marco Maria Zanin è un fotografo il cui lavoro si concentra sull'indagine umanistica.
  • La sua serie 'Cattedrali rurali' (2012) esplora le tradizioni rurali del Veneto.
  • La serie 'São Paulo' (2013) cattura il dinamismo urbano di San Paolo.
  • In 'Lacuna e equilibrio' (2015), Zanin utilizza detriti di edifici demoliti a San Paolo, disposti in nature morte che richiamano Giorgio Morandi.
  • La serie 'Os Argonautas' collega il mito degli Argonauti alla migrazione veneta della fine del XIX secolo.
  • L'immagine 'Carvalho' presenta un castello costruito con vecchie fotografie di famiglia, simbolo della memoria fragile.
  • Il concetto di 'demonumento' di Zanin implica partire da zero per invertire l'entropia della storia.
  • L'intervista è stata pubblicata su Artribune Magazine #30.
  • L'intervista è stata condotta da Angela Madesani con Silvia Gazzola e Matteo Gnata.

Entità

Artisti

  • Marco Maria Zanin
  • Vincenzo Castella
  • Giorgio Morandi

Istituzioni

  • Artribune
  • Ambasciata del Brasile a Roma

Luoghi

  • Veneto
  • Padova
  • São Paulo
  • Brasile
  • Roma

Fonti