Marcello Piacentini: architetto del consenso fascista, non morto nel 1925
Luigi Prestinenza Puglisi critica la celebre stroncatura di Bruno Zevi del 1960, secondo cui Piacentini sarebbe 'morto' come architetto nel 1925. Puglisi sostiene che Piacentini rappresentò perfettamente il fascismo e l'Italia borghese, costruendo il linguaggio del potere con abilità combinatoria tra antico e moderno. Opere come la Città Universitaria di Roma e Via della Conciliazione mostrano la sua capacità di gestire contraddizioni ideologiche. Puglisi paragona Piacentini a Speer, ma lo giudica più abile formalmente. L'architetto seppe corrompere il fronte avversario coinvolgendo Ponti e Pagano. Puglisi conclude che Piacentini non è morto nel 1925, ma vive tuttora.
Key facts
- Bruno Zevi scrisse la critica a Piacentini il 29 maggio 1960, undici giorni dopo la sua morte.
- Zevi sosteneva che Piacentini avesse smesso di contribuire all'architettura dopo il 1925.
- Puglisi afferma che Piacentini rappresentò il fascismo e l'Italia borghese.
- Piacentini progettò la Città Universitaria di Roma coinvolgendo Ponti e Pagano.
- Puglisi paragona Piacentini ad Albert Speer, ma lo ritiene più abile formalmente.
- Piacentini costruì molto, con opere che hanno segnato le principali città italiane.
- Puglisi critica la retorica di Zevi come 'sarebbe potuto ma non lo è stato'.
- L'articolo fa parte della serie 'Architetti d'Italia' su Artribune.
Entities
Artists
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