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Marcello Faletra difende il riferimento ad Auschwitz di Franco Berardi a Documenta

opinion-review · 2026-05-05

Marcello Faletra, scrivendo su Artribune, critica l'articolo di Silvia Truzzi del 7 settembre 2017 su Il Fatto Quotidiano che liquidava la performance prevista di Franco Berardi a Documenta 14 a Kassel, che doveva utilizzare la frase 'Auschwitz sulla spiaggia'. Faletra sostiene che la valutazione empirica di Truzzi sulla colpa europea – negare che gli europei abbiano 'ucciso' 30.000 migranti nel Mediterraneo – è riduttiva e ignora la violenza strutturale delle politiche di frontiera dell'UE. Invoca il concetto di apolidia di Hannah Arendt e la disumanizzazione di Zygmunt Bauman per affermare che i migranti, privati dello status legale, sono resi 'meno di niente', in parallelo con la condizione degli ebrei prima dell'Olocausto. Faletra cita l'avvertimento di Theodor Adorno che la barbarie persiste finché permangono le condizioni che hanno prodotto Auschwitz, e nota la rinuncia di Berardi alla performance per rispetto delle comunità ebraiche. Fa anche riferimento alla critica di Imre Kertész sulla mercificazione culturale dell'Olocausto, in particolare in film come Schindler's List e La vita è bella, che definisce kitsch. Faletra conclude che la controversia riflette un fallimento più ampio nel riconoscere l'obbligo morale di salvataggio e ospitalità, come articolato da Jean Améry e dal Talmud, e mette in guardia contro il fatalismo cinico che normalizza le morti dei migranti.

Fatti principali

  • Franco Berardi ha pianificato una performance a Documenta 14 a Kassel usando la frase 'Auschwitz sulla spiaggia'.
  • Silvia Truzzi ha criticato Berardi su Il Fatto Quotidiano il 7 settembre 2017, sostenendo che gli europei non hanno ucciso 30.000 migranti.
  • Marcello Faletra difende Berardi, citando Hannah Arendt sull'apolidia e Zygmunt Bauman sulla disumanizzazione.
  • Berardi ha rinunciato alla performance per rispetto delle comunità ebraiche e si è scusato.
  • Faletra fa riferimento alla dichiarazione di Theodor Adorno che Auschwitz non deve ripetersi e che l'arte deve esprimere la sofferenza.
  • Imre Kertész ha criticato la mercificazione culturale dell'Olocausto, definendo Schindler's List kitsch.
  • Faletra invoca il concetto di salvataggio di Jean Améry come aspettativa umana fondamentale.
  • L'obbligo talmudico di offrire rifugio è citato come standard morale.
  • Faletra mette in guardia contro il fatalismo cinico che tratta le morti dei migranti come una mera statistica.

Entità

Artisti

  • Franco Berardi
  • Marcello Faletra

Istituzioni

  • Artribune
  • Il Fatto Quotidiano
  • Documenta 14

Luoghi

  • Kassel
  • Germany
  • Mediterranean Sea
  • Europe
  • Africa

Fonti