Marcel Hénaff: 'La ville qui vient' esamina la sconfitta della città classica da parte della megalopoli
In 'La ville qui vient', pubblicato da L'Herne nella collana Carnets, il filosofo Marcel Hénaff analizza la megalopoli contemporanea, usando Los Angeles come modello. Identifica tre modalità di sviluppo urbano—città-monumento, città-macchina e città-rete—che considera articolate piuttosto che sequenziali. La città-rete, estesa e policentrica, ospita ora oltre la metà della popolazione mondiale e riceve ogni giorno nuovi arrivi. Hénaff sostiene che questa forma urbana, sintetizzando studi classici tra cui le tesi di Françoise Choay, rappresenti la 'sconfitta della città' come microcosmo vivibile e immagine del mondo. Si interroga sul destino dello spazio pubblico in queste megalopoli, sperando nella persistenza dello spirito urbano classico attraverso una 'vicinalità' specifica dei nuovi insiemi urbani e nell'emergere di una 'sfera comune' vernacolare di vicinato che possa favorire una nuova cittadinanza. Il saggio è considerato utile ma rimane intrappolato in una concezione idealizzata delle relazioni sociali, ignorando le lotte di gruppo e le differenze di velocità spaziale e mobilità sociale che plasmano i veri 'mondi comuni' nelle nuove città giganti. Il recensore Laurent Jeanpierre contribuisce all'analisi.
Fatti principali
- Marcel Hénaff è l'autore di 'La ville qui vient'
- Il libro è pubblicato da L'Herne nella collana Carnets
- Hénaff identifica tre modalità: città-monumento, città-macchina, città-rete
- Los Angeles è presentata come modello della megalopoli contemporanea
- La città-rete ospita oltre la metà della popolazione mondiale
- Hénaff sintetizza studi classici tra cui le tesi di Françoise Choay
- Il saggio sostiene che il trionfo di questa forma urbana significhi la sconfitta della città classica
- Il recensore Laurent Jeanpierre ha contribuito all'analisi
Entità
Artisti
- Marcel Hénaff
- Françoise Choay
- Laurent Jeanpierre
Istituzioni
- L'Herne
Luoghi
- Los Angeles
Fonti
- artpress —