Retrospettiva di Marcel Alocco al Château de Carros
La mostra di Marcel Alocco al Château de Carros (4 maggio–30 giugno 2002) ripercorre la sua carriera dagli esordi Fluxus al suo ossessivo periodo patchwork. La pratica di Alocco si concentra sulla meticolosa trasformazione dei materiali—strappare, cucire, disfare, annodare, lavorare a maglia—evitando distruzione e improvvisazione. A differenza dei tagli di Fontana o dei readymade di Duchamp, il suo lavoro è un lento e ritualistico impegno con il corpo e lo scarto. Dal 1973, il patchwork è diventato un metodo: strappa la tela dipinta per creare scarto, poi riutilizza i fili in nuove opere, culminando in vetrine di detriti di studio. Entro il 1° dicembre 1999, Alocco ha dichiarato completo il suo lavoro creativo, considerando le sue procedure come una difesa metaforica contro la perdita. La mostra include opere di tutti i periodi, enfatizzando la presenza del corpo e l'economia del recupero. Una mostra correlata, 'TexStyles et autres', si tiene dal 1° al 30 ottobre 2002 alla Galerie À l'enseigne des Oudin, Parigi.
Fatti principali
- Mostra al Château de Carros, Carros, Francia, dal 4 maggio al 30 giugno 2002
- Il lavoro di Alocco spazia tra Fluxus, tela e capelli, coinvolgendo sempre il corpo
- La sua pratica è meticolosa, ritualistica e basata sul recupero
- Dal 1973, il patchwork è diventato un metodo centrale che prevede lo strappo e il riutilizzo dei fili
- Alocco ha creato vetrine di scarti di studio dai fili di tela strappati
- Ha dichiarato completo il suo lavoro creativo il 1° dicembre 1999
- Le sue procedure sono metaforiche per affrontare la perdita e ripristinare l'unità
- Una mostra correlata 'TexStyles et autres' alla Galerie À l'enseigne des Oudin, Parigi, dal 1° al 30 ottobre 2002
Entità
Artisti
- Marcel Alocco
- Lucio Fontana
- Marcel Duchamp
Istituzioni
- Château de Carros
- Galerie À l'enseigne des Oudin
Luoghi
- Carros
- France
- Paris
Fonti
- artpress —