Esaminato il mandato di sei anni di Marc-Olivier Wahler al Palais de Tokyo
Christophe Kihm analizza il programma espositivo di Marc-Olivier Wahler, che lascia il Palais de Tokyo a fine gennaio dopo sei anni come direttore. L'approccio di Wahler è stato influenzato dalle figure svizzere Jacques Hainard e Harald Szeemann, enfatizzando mostre tematiche come strumenti per comprendere il presente. Il suo programma ha esplorato il passaggio da una 'visione a finestra' a uno spazio-tempo multidimensionale, inaugurato da 'The Big Crunch' di Gianni Motti e dalle mostre gemelle 'Cinq Milliards d'années' e 'Une seconde une année'. Il programma operava su regimi temporali alternati e includeva mostre carte blanche per artisti come Ugo Rondinone, Jeremy Deller, Adam McEwen e John Armleder, inquadrate come 'exposer son cerveau'. Kihm sostiene che il modello di Wahler posizioni la mostra sia come indagine e scienza del presente, sia come mondo a sé stante.
Fatti principali
- Marc-Olivier Wahler lascia il Palais de Tokyo a fine gennaio dopo sei anni.
- Christophe Kihm ha scritto l'analisi.
- Il lavoro di Wahler è stato influenzato da Jacques Hainard e Harald Szeemann.
- Le mostre inaugurali includevano 'The Big Crunch' di Gianni Motti e 'Cinq Milliards d'années' e 'Une seconde une année'.
- Il programma includeva carte blanche per Ugo Rondinone, Jeremy Deller, Adam McEwen, John Armleder.
- Concetto di Wahler: la mostra come indagine e scienza del presente.
- La mostra come mondo, con regimi temporali multipli.
- Jonathan Monk ha creato due mostre speculari al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris e al Palais de Tokyo.
Entità
Artisti
- Marc-Olivier Wahler
- Christophe Kihm
- Jacques Hainard
- Harald Szeemann
- Gianni Motti
- Jonathan Monk
- Ugo Rondinone
- Jeremy Deller
- Adam McEwen
- John Armleder
Istituzioni
- Palais de Tokyo
- Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris
- Musée d'ethnologie de Neufchâtel
Luoghi
- Paris
- France
- Neufchâtel
- Switzerland
Fonti
- artpress —