Manifesta 12 accusata di estetica colonialista a Palermo
L'editoriale critico di Marcello Faletra su Artribune sostiene che Manifesta 12 a Palermo operi come uno spettacolo colonialista. La biennale, diretta da Hedwig Fijen, è accusata di imporre un'agenda multiculturalista che tratta la città come un serbatoio di differenze, ignorando problemi strutturali come la mancanza di fognature a Danisinni. Faletra critica gli artisti per aver presunto di risolvere questioni politiche attraverso opere site-specific che si basano su stereotipi, e nota che i materiali promozionali sono esclusivamente in inglese, un gesto autoritario in un contesto in cui l'italiano è a malapena parlato. Paragona l'evento a una messa in scena globale che impacchetta il degrado storico per il turismo intellettuale, con opere che promettono piuttosto che manifestare arte, riecheggiando Boris Groys. La critica si estende al fenomeno più ampio dell'arte come forma di estetismo assistenziale che svanisce dopo l'evento, servendo il capitale globale piuttosto che una genuina convivenza.
Fatti principali
- Manifesta 12 si è svolta a Palermo nel 2018.
- Hedwig Fijen è la direttrice di Manifesta.
- L'editoriale è stato pubblicato su Artribune Magazine #45.
- L'autore Marcello Faletra è uno scrittore, artista e critico.
- Faletra accusa Manifesta di estetica colonialista.
- I materiali promozionali sono esclusivamente in inglese.
- Il quartiere Danisinni manca di infrastrutture di base come le fognature.
- Faletra fa riferimento a Boris Groys sull'arte che promette piuttosto che manifestare.
Entità
Artisti
- Marcello Faletra
- Boris Groys
Istituzioni
- Manifesta
- Artribune
Luoghi
- Palermo
- Italy
- Danisinni