'Corps, sexe et art' di Lydie Pearl esamina la body art attraverso la lente di genere
Il libro di Lydie Pearl 'Corps, sexe et art' esplora le pratiche della body art e il loro contesto sociale, dividendo il XX secolo in due periodi incentrati sulla caduta del muro di Berlino. L'opera utilizza l'identità sessuale e la confusione di genere come filo conduttore per discutere circa quarant'anni di body art, presentando artisti come Joël Peter Witkin, Michel Journiac e Otto Mühl. Pearl sostiene che questi artisti coinvolgono il corpo in modo diverso in base al genere, con fantasie variabili di fusione o distruzione verso il sesso opposto. Interpreta la perdita di individualità come chiave per comprendere queste pratiche, collegandola alla globalizzazione, all'onnipresenza della scienza e alla scomparsa dei miti. Tuttavia, la struttura del libro è frammentata in capitoli spesso dedicati a un singolo artista, facendolo sembrare una raccolta di saggi, e manca di un'iconografia che avrebbe potuto fornire unità visiva. La recensione, scritta da Sophie Delpeux, nota che, sebbene l'interrogazione delle ambivalenze sia interessante, la coerenza e la forza dell'argomentazione ne risentono.
Fatti principali
- Lydie Pearl è autrice di 'Corps, sexe et art'.
- Il libro si concentra sulla body art e il suo contesto sociale.
- Divide il XX secolo intorno alla caduta del muro di Berlino.
- Gli artisti discussi includono Joël Peter Witkin, Michel Journiac e Otto Mühl.
- Il libro esamina l'identità sessuale e la confusione di genere nella body art.
- Pearl collega la perdita di individualità a globalizzazione, scienza e scomparsa dei miti.
- La recensione critica la struttura frammentata del libro in capitoli.
- Sophie Delpeux ha scritto la recensione per artpress.
Entità
Artisti
- Lydie Pearl
- Joël Peter Witkin
- Michel Journiac
- Otto Mühl
- Sophie Delpeux
Istituzioni
- artpress
Fonti
- artpress —