Luigi Dallapiccola: la luce nella musica dodecafonica
Al centro di un’analisi si trova Luigi Dallapiccola (1904-1975), compositore originario dell'Istria, la cui musica dodecafonica si intreccia con la percezione visiva della luce. Il dipinto "Gli amici nell'atelier" di Guido Peyron (1928) lo rappresenta mentre tiene una partitura, simile a uno specchio. Nel 1938, a Londra, Dallapiccola viene colpito dal tema della visione ascoltando "Das Augenlicht" di Anton Webern, basato su un testo di Hildegard Jone. Mario Ruffini, nel suo libro "Luigi Dallapiccola e le Arti figurative" (Marsilio, 2016), evidenzia l'importanza della luce nell'estetica del compositore, dalle "Tre Laudi" a "Lux", la sua ultima opera incompiuta. Dallapiccola distingue tra periodi dominati dall'occhio dello spirito e quelli dall'occhio del corpo. Per lui, la Missa Solemnis di Beethoven è enigmatica, simile ai "Prigioni" di Michelangelo. Questo testo è firmato da Vincenzo Santarcangelo e appare su Artribune Magazine #38.
Key facts
- Luigi Dallapiccola (1904-1975) è un compositore istriano.
- Il dipinto 'Gli amici nell'atelier' di Guido Peyron (1928) ritrae Dallapiccola con una partitura.
- Nel 1938 a Londra, Dallapiccola ascolta 'Das Augenlicht' di Anton Webern su testo di Hildegard Jone.
- Mario Ruffini ha pubblicato 'Luigi Dallapiccola e le Arti figurative' (Marsilio, 2016).
- Dallapiccola distingue periodi di 'occhio dello spirito' e 'occhio del corpo'.
- La luce è un elemento chiave nella sua estetica musicale.
- L'ultima opera di Dallapiccola è 'Lux', abbozzata al momento della morte.
- L'articolo è di Vincenzo Santarcangelo su Artribune Magazine #38.
Entities
Artists
- Luigi Dallapiccola
- Guido Peyron
- Anton Webern
- Hildegard Jone
- Arnold Schönberg
- Mario Ruffini
- Vincenzo Santarcangelo
Institutions
- Universal Edition
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Locations
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