Luc Vancheri sul cinema espanso e le immagini neo-mediatiche
In un testo per art press, Luc Vancheri, professore di Studi Cinematografici all'Université Lyon 2, riprende il concetto di cinema espanso, che la rivista ha recentemente affrontato attraverso i contributi di Dominique Païni e Maël Renouard. Vancheri sostiene che questa cerniera teorica nel dibattito sulle immagini in movimento debba essere riesaminata a partire da un modello storico del cinema il cui capitolo finale resta da scrivere. Insiste sul fatto che la questione non può essere risolta senza aprirla alla più urgente questione delle immagini neo-mediatiche. Il testo funge da risposta al saggio di Jacques Aumont 'Que reste-t-il du cinéma ?' pubblicato da Vrin, già discusso da Dork Zabunyan su art press.
Fatti principali
- Luc Vancheri è professore di Studi Cinematografici all'Université Lyon 2.
- Il testo affronta il cinema espanso, già trattato su art press da Dominique Païni e Maël Renouard.
- Vancheri definisce il cinema espanso una cerniera teorica nel dibattito sulle immagini in movimento.
- Sostiene che la questione debba essere aperta a quella delle immagini neo-mediatiche.
- Il testo risponde al saggio di Jacques Aumont 'Que reste-t-il du cinéma ?' (Vrin).
- Dork Zabunyan ha precedentemente commentato l'opera di Aumont su art press.
- L'articolo è stato pubblicato su art press il 14 marzo 2013.
Entità
Artisti
- Luc Vancheri
- Dominique Païni
- Maël Renouard
- Jacques Aumont
- Dork Zabunyan
- Raymond Bellour
Istituzioni
- Université Lyon 2
- art press
- Vrin
- POL
Fonti
- artpress —