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Low Form: L'arte digitale al MAXXI esplora l'IA e la distopia

exhibition · 2026-05-04

La mostra 'Low Form' al Museo MAXXI di Roma, curata da Bartolomeo Pietromarchi, esamina la silenziosa integrazione dell'IA e della tecnologia nell'arte digitale contemporanea. L'installazione audio di Emilio Vavarella 'Do You Like Cyber?' hacker i fembot di un sito di incontri, creando conversazioni paradossali. 'im here to learn so:)))))' di Zach Blas e Jemima Wyman riflette sulla percezione virtuale di sé, con Tay, una personalità robot basata su un'adolescente, che mette in discussione la vita digitale. 'Poor Magic' e 'Shadowbanned-Punctured sky' di Jon Rafman mostrano figure umanoidi che marciano senza scopo, riecheggiando l'umorismo nero dei fratelli Chapman. L'opera VR di Carola Bonfili basata su 'Il Castello' di Kafka e 'America' di Kippenberger fonde paesaggi reali e digitali. La mostra evidenzia un passaggio dai nuovi media utopici a una distopia colorata e a bassa definizione, come si vede nelle opere di Ian Cheng e Ryoji Ikeda.

Fatti principali

  • Mostra 'Low Form' al Museo MAXXI di Roma
  • Curata da Bartolomeo Pietromarchi
  • 'Do You Like Cyber?' di Emilio Vavarella hacker i fembot di un sito di incontri
  • L'opera di Zach Blas e Jemima Wyman presenta la personalità robot Tay
  • 'Poor Magic' e 'Shadowbanned-Punctured sky' di Jon Rafman mostrano marce umanoidi senza scopo
  • Opera VR di Carola Bonfili basata su 'Il Castello' di Kafka e Kippenberger
  • Incluse opere di Ian Cheng e Ryoji Ikeda
  • La mostra presenta una distopia colorata e a bassa definizione

Entità

Artisti

  • Emilio Vavarella
  • Zach Blas
  • Jemima Wyman
  • Jon Rafman
  • Carola Bonfili
  • Ian Cheng
  • Ryoji Ikeda
  • Bartolomeo Pietromarchi
  • Chapman Brothers
  • Philip Dick
  • Kafka
  • Kippenberger

Istituzioni

  • Museo MAXXI
  • Pilar Corrias
  • Gladstone Gallery
  • Standard (Oslo)
  • Fondazione MAXXI
  • Artribune

Luoghi

  • Rome
  • Italy

Fonti