Low Form: L'arte digitale al MAXXI esplora l'IA e la distopia
La mostra 'Low Form' al Museo MAXXI di Roma, curata da Bartolomeo Pietromarchi, esamina la silenziosa integrazione dell'IA e della tecnologia nell'arte digitale contemporanea. L'installazione audio di Emilio Vavarella 'Do You Like Cyber?' hacker i fembot di un sito di incontri, creando conversazioni paradossali. 'im here to learn so:)))))' di Zach Blas e Jemima Wyman riflette sulla percezione virtuale di sé, con Tay, una personalità robot basata su un'adolescente, che mette in discussione la vita digitale. 'Poor Magic' e 'Shadowbanned-Punctured sky' di Jon Rafman mostrano figure umanoidi che marciano senza scopo, riecheggiando l'umorismo nero dei fratelli Chapman. L'opera VR di Carola Bonfili basata su 'Il Castello' di Kafka e 'America' di Kippenberger fonde paesaggi reali e digitali. La mostra evidenzia un passaggio dai nuovi media utopici a una distopia colorata e a bassa definizione, come si vede nelle opere di Ian Cheng e Ryoji Ikeda.
Fatti principali
- Mostra 'Low Form' al Museo MAXXI di Roma
- Curata da Bartolomeo Pietromarchi
- 'Do You Like Cyber?' di Emilio Vavarella hacker i fembot di un sito di incontri
- L'opera di Zach Blas e Jemima Wyman presenta la personalità robot Tay
- 'Poor Magic' e 'Shadowbanned-Punctured sky' di Jon Rafman mostrano marce umanoidi senza scopo
- Opera VR di Carola Bonfili basata su 'Il Castello' di Kafka e Kippenberger
- Incluse opere di Ian Cheng e Ryoji Ikeda
- La mostra presenta una distopia colorata e a bassa definizione
Entità
Artisti
- Emilio Vavarella
- Zach Blas
- Jemima Wyman
- Jon Rafman
- Carola Bonfili
- Ian Cheng
- Ryoji Ikeda
- Bartolomeo Pietromarchi
- Chapman Brothers
- Philip Dick
- Kafka
- Kippenberger
Istituzioni
- Museo MAXXI
- Pilar Corrias
- Gladstone Gallery
- Standard (Oslo)
- Fondazione MAXXI
- Artribune
Luoghi
- Rome
- Italy