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L'ultimo taccuino di Louis Calaferte: pubblicato 'Le Jardin Fermé'

publication · 2026-04-23

Gallimard e L'Arpenteur hanno pubblicato 'Le Jardin Fermé – Carnet XVI', il sedicesimo e ultimo taccuino dello scrittore francese Louis Calaferte, che copre i mesi precedenti la sua morte, avvenuta il 19 aprile 1994. Il taccuino documenta la sua lotta contro un dolore intenso, che descrive come una 'morsa' che stringe il suo corpo, e il suo rifiuto della morfina per preservare la lucidità necessaria alla scrittura. Calaferte considera la scrittura un'arma contro la malattia, cercando di allineare la sua opera con l'assoluto della vita. Rifiuta lo stile come calcolo, cercando una forma nata dall'esigenza corporea. Il taccuino include riflessioni su Dio, il suicidio e sua moglie G., oltre a riferimenti a Pascal, Heidegger, Gide, Bataille e Kafka. Calaferte considera i suoi diari il suo più alto risultato letterario, superiore alla sua narrativa. L'ultima annotazione recita: 'Ero certo che essere morti è entrare nella carne luminosa di Dio.' La pubblicazione coincide con l'uscita del suo romanzo 'Septentrion', la cui prima frase ('In principio era il Sesso') riecheggia la chiusura del diario.

Fatti principali

  • Il sedicesimo e ultimo taccuino di Louis Calaferte, 'Le Jardin Fermé', pubblicato da Gallimard/L'Arpenteur.
  • Calaferte è morto martedì 19 aprile 1994.
  • Il taccuino descrive la sua esperienza di dolore intenso e il rifiuto della morfina.
  • Calaferte scriveva per mantenere la lucidità e combattere la malattia.
  • Rifiutava lo stile come calcolo, cercando una forma dal bisogno corporeo.
  • Riferimenti a Pascal, Heidegger, Gide, Bataille e Kafka.
  • Calaferte considerava i suoi diari superiori alle sue altre opere.
  • Ultima annotazione: 'Ero certo che essere morti è entrare nella carne luminosa di Dio.'

Entità

Artisti

  • Louis Calaferte

Istituzioni

  • Éditions Gallimard
  • L'Arpenteur

Fonti