Lo Spazio Immaginato: Musica e Sogni dal Carcere Femminile della Giudecca alla Biennale
Durante la settimana di apertura della 60ª Biennale di Venezia, il progetto 'Lo Spazio Immaginato' prende il via il 19 aprile al Teatrino Groggia di Cannaregio. Presenta un'opera narrativa e sonora creata da cinque musicisti—Caterina Barbieri, Gigi Masin, Courtesy, Lee Gamble e Opium Child—che hanno trasformato in musica i sogni, i ricordi e le storie delle donne recluse nella Casa di Reclusione Femminile della Giudecca. La collaborazione coinvolge l'associazione veneziana Closer (attiva dal 2016 in attività culturali in luoghi 'difficili' come le carceri), l'editore internazionale NERO (specializzato in arte, musica, filosofia e cultura visiva) e Società delle Api, un'organizzazione indipendente fondata nel 2018 da Silvia Fiorucci per promuovere la conoscenza interdisciplinare. Francesco de Figueiredo di NERO descrive il progetto come un'opportunità senza precedenti per la comunità, generata in un luogo tradizionalmente associato a chiusura e isolamento—concetti antitetici alla musica. Giulia Ribaudo di Closer spiega che chiedere alle donne di raccontare i propri sogni si basava sulla convinzione che il racconto sia la prima forma di evasione, creando narrazioni che mescolano elementi subconsci del sonno con ricordi nitidi e desideri incerti. Il carcere della Giudecca, situato in un monastero del XII secolo divenuto ospizio per prostitute redente nel 1611, fu convertito in carcere femminile dal governo austriaco nel 1859 e ha mantenuto tale funzione da allora.
Fatti principali
- Il progetto 'Lo Spazio Immaginato' viene lanciato il 19 aprile al Teatrino Groggia di Cannaregio, durante la 60ª Biennale di Venezia.
- Cinque musicisti (Caterina Barbieri, Gigi Masin, Courtesy, Lee Gamble, Opium Child) hanno creato un'opera narrativa e sonora a partire dai sogni e dalle storie delle detenute.
- Collaborazione tra Closer (dal 2016), NERO (editore) e Società delle Api (fondata nel 2018 da Silvia Fiorucci).
- Il carcere è la Casa di Reclusione Femminile della Giudecca, un monastero del XII secolo trasformato in prigione nel 1859.
- Francesco de Figueiredo (NERO) e Giulia Ribaudo (Closer) hanno rilasciato dichiarazioni sul concept del progetto.
- Silvia Fiorucci ha dichiarato che l'arte dovrebbe stimolare l'immaginazione ed esplorare percorsi insoliti per una riflessione personale e collettiva.
- L'ingresso principale del carcere si trova in Calle delle Convertite, nome che deriva dalla sua storia come ospizio per prostitute redente.
- Il progetto include un'anteprima installativa che fonde dimensioni personali e collettive.
Entità
Artisti
- Caterina Barbieri
- Gigi Masin
- Courtesy
- Lee Gamble
- Opium Child
- Caterina Angelucci
Istituzioni
- Closer
- NERO
- Società delle Api
- Casa di Reclusione Femminile della Giudecca
- Teatrino Groggia
- Artribune
Luoghi
- Venezia
- Italy
- Giudecca
- Cannaregio
- Calle delle Convertite