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Livia De Stefani: la scrittrice dimenticata che per prima raccontò la mafia

publication · 2026-04-26

Livia De Stefani (1913–1991), originaria di Palermo, fu la prima autrice italiana a esplorare la mafia nelle sue opere. A 17 anni si trasferì a Roma, dove sposò lo scultore Renato Signorini e allevò tre figli. Nella capitale incontrò figure notevoli come Vitaliano Brancati, Elsa Morante e Maria Bellonci, mentre Alberto Savinio la ispirò a scrivere sulla Sicilia. Il suo primo romanzo, "La vigna di uve nere" (1953), mette in luce le lotte delle donne sotto i signori locali e ottenne il plauso della critica, venendo tradotto in diverse lingue. Seguirono "Gli affatturati" (1955), "Passione di Rosa" (1958) e "Viaggio di una sconosciuta" (1963). Dopo la morte del marito, pubblicò "La signora di Cariddi" (1971) e "La mafia alle mie spalle" (1991), in cui racconta i suoi incontri con la mafia.

Fatti principali

  • Livia De Stefani nacque a Palermo nel 1913 da una nobile famiglia di proprietari terrieri.
  • Si trasferì a Roma a 17 anni e sposò lo scultore Renato Signorini.
  • Alberto Savinio la incoraggiò a scrivere sulla Sicilia.
  • Il suo romanzo d'esordio 'La vigna di uve nere' fu pubblicato nel 1953.
  • Carlo Levi scrisse la prefazione per 'La vigna di uve nere'.
  • Il romanzo fu tradotto in francese, tedesco, inglese e in edizioni argentine.
  • Il suo ultimo libro 'La mafia alle mie spalle' fu pubblicato da Mondadori nel 1991.
  • Il libro descrive un incontro con il boss mafioso Vincenzo Rimi.

Entità

Artisti

  • Livia De Stefani
  • Renato Signorini
  • Vitaliano Brancati
  • Elsa Morante
  • Maria Bellonci
  • Alberto Savinio
  • Carlo Levi
  • Vincenzo Rimi

Istituzioni

  • Mondadori

Luoghi

  • Palermo
  • Sicily
  • Italy
  • Rome
  • France
  • Germany
  • England
  • United States
  • Argentina
  • Belice

Fonti