Livia De Stefani: la scrittrice dimenticata che per prima raccontò la mafia
Livia De Stefani (1913–1991), originaria di Palermo, fu la prima autrice italiana a esplorare la mafia nelle sue opere. A 17 anni si trasferì a Roma, dove sposò lo scultore Renato Signorini e allevò tre figli. Nella capitale incontrò figure notevoli come Vitaliano Brancati, Elsa Morante e Maria Bellonci, mentre Alberto Savinio la ispirò a scrivere sulla Sicilia. Il suo primo romanzo, "La vigna di uve nere" (1953), mette in luce le lotte delle donne sotto i signori locali e ottenne il plauso della critica, venendo tradotto in diverse lingue. Seguirono "Gli affatturati" (1955), "Passione di Rosa" (1958) e "Viaggio di una sconosciuta" (1963). Dopo la morte del marito, pubblicò "La signora di Cariddi" (1971) e "La mafia alle mie spalle" (1991), in cui racconta i suoi incontri con la mafia.
Fatti principali
- Livia De Stefani nacque a Palermo nel 1913 da una nobile famiglia di proprietari terrieri.
- Si trasferì a Roma a 17 anni e sposò lo scultore Renato Signorini.
- Alberto Savinio la incoraggiò a scrivere sulla Sicilia.
- Il suo romanzo d'esordio 'La vigna di uve nere' fu pubblicato nel 1953.
- Carlo Levi scrisse la prefazione per 'La vigna di uve nere'.
- Il romanzo fu tradotto in francese, tedesco, inglese e in edizioni argentine.
- Il suo ultimo libro 'La mafia alle mie spalle' fu pubblicato da Mondadori nel 1991.
- Il libro descrive un incontro con il boss mafioso Vincenzo Rimi.
Entità
Artisti
- Livia De Stefani
- Renato Signorini
- Vitaliano Brancati
- Elsa Morante
- Maria Bellonci
- Alberto Savinio
- Carlo Levi
- Vincenzo Rimi
Istituzioni
- Mondadori
Luoghi
- Palermo
- Sicily
- Italy
- Rome
- France
- Germany
- England
- United States
- Argentina
- Belice