Liu Dalin: 'L'Empire du désir' traccia la storia sessuale cinese
Nel numero di gennaio 2009 di art press n°352, Vincent Roy esamina 'L'Empire du désir' di Liu Dalin (Éditions Robert Laffont), che esplora l'evoluzione della sessualità cinese dalle dinastie Shang (1765-1122 a.C.) e Zhou (1121-771 a.C.) fino alla Rivoluzione Culturale. L'autore sostiene che l'antica Cina non associava il peccato all'erotismo, in contrasto con le prospettive occidentali. L'introduzione di Jacques Pimpaneau a 'Les Jardins du plaisir' (Philippe Rey, 2005) interpreta la storia di Adamo ed Eva come una narrazione sulla conoscenza piuttosto che sul desiderio. Inoltre, la prefazione di Jean-Claude Pastor discute le dinamiche dello Yin e dello Yang, mentre il 'Classico dei Mutamenti' collega l'unione di cielo e terra ai rapporti sessuali. Una scultura sacra di una vulva femminile si trova in una grotta a Jianchuan, nello Yunnan. La scrittura di Liu adotta una posizione neutrale, riflettendo la censura presente nella Repubblica Popolare Cinese.
Fatti principali
- 'L'Empire du désir' di Liu Dalin copre la storia sessuale cinese dalle dinastie Shang e Zhou fino alla Rivoluzione Culturale.
- L'antica Cina non aveva alcun legame tra peccato ed erotismo, a differenza dell'Occidente.
- La prefazione di Jacques Pimpaneau chiarisce che la storia di Adamo ed Eva riguarda la conoscenza, non la lussuria.
- La cosmologia cinese vede l'universo generato dallo Yin e dallo Yang, analogamente all'unione sessuale.
- I taoisti usavano la sessualità per bilanciare le energie e raggiungere la longevità.
- Una grotta nel distretto di Jianchuan, nello Yunnan, contiene una scultura sacra di vulva alta un metro (ayangbai).
- Il tono neutrale del libro riflette la censura in corso sulla libertà sessuale in Cina.
- Pubblicato da Éditions Robert Laffont; recensito in art press n°352 (gennaio 2009).
Entità
Artisti
- Liu Dalin
Istituzioni
- Éditions Robert Laffont
- art press
- Philippe Rey
Luoghi
- China
- Jianchuan district
- Yunnan province
- Shang dynasty
- Zhou dynasty
Fonti
- artpress —