Lisa Corinne Davis auspica un dialogo razziale più ampio nell'arte americana
Lisa Corinne Davis ha pubblicato un saggio personale che critica le norme contemporanee sull'identità nera nella scena artistica statunitense. La curatrice sollecita una conversazione visiva più ampia sulla razza, interrogandosi apertamente se i curatori neri debbano concentrarsi principalmente su mostre a tema identitario. All'inizio di quest'autunno, Davis ha curato 'Representing Rainbows', una mostra collettiva presso la galleria Gerald Peters, che includeva opere di Shinique Smith. Nei suoi scritti, Davis suggerisce che le attuali condizioni politiche potrebbero guidare l'arte oltre rigidi schemi identitari, riecheggiando come le aspirazioni dell'era dei diritti civili abbiano plasmato gli atteggiamenti istituzionali. Il saggio completo è disponibile su artcritical.com.
Fatti principali
- Lisa Corinne Davis ha scritto un saggio personale sulla nerezza nel mondo dell'arte americano
- Il saggio invita ad ampliare il dialogo visivo sulla razza
- Davis si chiede se i curatori neri debbano principalmente curare mostre basate sull'identità
- Ha curato 'Representing Rainbows' all'inizio di quest'autunno
- La mostra si è tenuta presso la galleria Gerald Peters
- Le opere di Shinique Smith erano incluse nella mostra
- Davis suggerisce che il clima politico attuale potrebbe orientare l'arte oltre l'identità
- Il saggio è pubblicato su artcritical.com
Entità
Artisti
- Lisa Corinne Davis
- Shinique Smith
Istituzioni
- Gerald Peters
- artcritical.com
Luoghi
- United States