Il progetto di Lisa Batacchi per la Land Art Mongolia Biennale fonde la tintura indaco Miao con il simbolismo nomade
Per la quarta edizione della Land Art Mongolia Biennale, intitolata "Catching the Axis – in between the sky and the earth", l'artista Lisa Batacchi (nata nel 1980 a Firenze, US/IT) ha creato un'installazione site-specific e una performance. Il suo viaggio è iniziato con l'esagramma 2 dell'I-Ching, che l'ha ispirata nella ricerca di una precisa tonalità di blu che rappresentasse il cielo e la purezza. Si è recata a Ordos, in Mongolia Interna, una città fantasma costruita 15 anni fa nel deserto, dove il progetto ORDOS 100 ha commissionato 100 artisti e architetti. Lì, il simbolo del cavallo l'ha colpita come propaganda nazionalista. Ha poi visitato Hohhot, dove il governo cinese ha costretto i mongoli nomadi ad abitazioni stanziali negli anni '50, e infine la regione del Guizhou, patria della tribù Miao, nota per il batik all'indaco. Collaborando con donne Miao, Batacchi ha tinto una tenda di 490 cm x 320 cm in diverse sfumature di blu, raffigurante un cavallo maschio ibrido con mammelle di mucca – il suo animale astrale. La tenda era sostenuta da una struttura in legno di 520 cm x 270 cm x 200 cm costruita a Ulaanbaatar. Dopo un viaggio in treno di 26 ore sulla Ferrovia Transmongolica e un viaggio in autobus di 18 ore, è arrivata a Dariganga, nel deserto del Gobi. Presso la montagna sacra di Altan Ovoo, ha eseguito una processione con 7 uomini e 7 donne, usando specchietti di motocicletta per scacciare gli spiriti. L'opera critica la sedentarizzazione della cultura nomade ed è la prima di 84 azioni pianificate che esplorano "fuga" e "discrezione" in località semi-desertiche in tutto il mondo, con un video filmato a seguire.
Fatti principali
- Lisa Batacchi ha partecipato alla quarta Land Art Mongolia Biennale intitolata 'Catching the Axis – in between the sky and the earth'.
- Ha consultato l'I-Ching e ha ricevuto l'esagramma 2, raffigurante un cavallo maschio ibrido con mammelle di mucca.
- Batacchi si è recata a Ordos, una città fantasma costruita 15 anni fa nel deserto, parte del progetto ORDOS 100.
- Ha visitato Hohhot, dove il governo cinese ha costretto i mongoli ad abitazioni stanziali negli anni '50.
- Nel Guizhou, ha collaborato con la tribù Miao, nota per il batik all'indaco, per tingere una tenda in diverse sfumature di blu.
- La tenda misura 490 cm x 320 cm e raffigura l'animale astrale ibrido.
- Una struttura in legno di 520 cm x 270 cm x 200 cm è stata costruita a Ulaanbaatar per sostenere la tenda.
- La performance si è svolta vicino alla montagna Altan Ovoo a Dariganga, coinvolgendo 7 uomini e 7 donne.
Entità
Artisti
- Lisa Batacchi
- Eya Ganbat
- Muuji Batmunkh
- Munguntsetseg
- Badan
- Dashdondog Badam
- Edgar Endress
- Vibha Galhotra
- Chinzorig Renchin-Ochir
- Batkholboo Dugarsuren
- Séverin Guelpa
- Pekka Niittyvirta
- Amon Fassler
- Luca Bogoni
- Uli Seitz
- Valentina Gioia Levy
- Giancarlo Norese
- Lewis Biggs
Istituzioni
- Land Art Mongolia Biennale
- LAM 360°
- Ordos Museum of Contemporary Art
- ORDOS 100
- Exterritorial/Herman Fink Collection
- Artribune
Luoghi
- Mongolia
- China
- Inner Mongolia
- Ordos
- Hohhot
- Beijing
- Guizhou
- Dariganga
- Gobi Desert
- Altan Ovoo
- Ulaanbaatar
- Greenland
- Florence
- United States
- Italy