ARTFEED — Contemporary Art Intelligence

Gli 'Oggetti d'affetto' di Leor Grady alla Y Gallery esplorano identità e conflitto attraverso opere artigianali

exhibition · 2026-04-22

Dal 7 gennaio al 5 febbraio 2012, Leor Grady ha presentato 'Oggetti d'affetto', una mostra personale nella Project Room della Y Gallery al 165 di Orchard Street a New York. L'installazione comprendeva scultura, pittura e opere bidimensionali su tessuto e carta, tutte realizzate a mano per enfatizzare una pratica meditativa. Un'opera chiave ricamava la frase ebraica 'Se non sono per me stesso, chi lo sarà?' su un fazzoletto da uomo, con una spaziatura che permetteva una lettura alternativa: 'Senza una madre, chi sarà per me?'. Un unico dipinto raffigurava una pozza amorfa di smalto dorato, rappresentante il Mar di Galilea, mentre una vicina barchetta di carta dipinta d'oro si afflosciava su una scala cieca. Una 'casa' di cemento su ruote, un cubo denso sormontato da un solido triangolare, alludeva agli insediamenti nei territori contesi tra Palestina e Israele, specialmente se accostata a mappe ricamate del Mar Morto che mostravano forme speculari con fili e nodi. Cuscini ammucchiati in una nicchia bloccavano l'ingresso dalla strada, evocando sacchi di sabbia, biancheria da letto e sogni, complicando i temi militari. Grady, nato in Israele da genitori yemeniti e residente a New York dal 1996, viene paragonato a Felix Gonzalez-Torres, Zoe Leonard e Barbara Bloom per la fusione di elementi personali e politici senza didascalismi. Il suo lavoro risuona anche con la sottigliezza di Gedi Sibony, sebbene l'approccio di Grady sia più emotivamente coinvolgente. L'installazione costruisce un significato collettivo attraverso un pugno di velluto che è sia schietto che poeticamente provocatorio.

Fatti principali

  • La mostra personale di Leor Grady 'Oggetti d'affetto' si è tenuta dal 7 gennaio al 5 febbraio 2012
  • L'esposizione si è svolta nella Project Room della Y Gallery al 165 di Orchard Street a New York
  • Le opere includevano scultura, pittura e pezzi bidimensionali su tessuto e carta, tutti realizzati a mano
  • Un fazzoletto ricamato presentava la frase ebraica 'Se non sono per me stesso, chi lo sarà?' con una spaziatura ambigua
  • Un dipinto con smalto dorato rappresentava il Mar di Galilea, accostato a una barchetta di carta dipinta d'oro
  • Una 'casa' di cemento su ruote faceva riferimento agli insediamenti nei territori contesi da Palestina e Israele
  • Grady è nato in Israele da genitori yemeniti e risiede a New York dal 1996
  • L'installazione viene paragonata alle opere di Felix Gonzalez-Torres, Zoe Leonard, Barbara Bloom e Gedi Sibony

Entità

Artisti

  • Leor Grady
  • Felix Gonzalez-Torres
  • Zoe Leonard
  • Barbara Bloom
  • Gedi Sibony

Istituzioni

  • Y Gallery

Luoghi

  • New York City
  • United States
  • Israel
  • Palestine
  • Yemen
  • Sea of Galilee
  • Dead Sea

Fonti