La 'Female Remedy' di Leila Hekmat all'Haus am Waldsee reinterpreta l'isteria storica attraverso un'installazione satirica
La prima mostra istituzionale di Leila Hekmat, intitolata 'Female Remedy', è attualmente in esposizione all'Haus am Waldsee di Berlino fino all'8 gennaio. In questa esposizione, l'artista trasforma il concetto storico dell'isteria femminile, diagnosticata nel XVIII e XIX secolo, in una fonte di emancipazione. L'installazione include tessuti con motivi di pizzo, collage raffiguranti donne ibride, manichini vestiti con camicie da paziente e una piattaforma di legno con l'iscrizione 'trust me with your troubles'. I letti esibiscono diagnosi come 'strega lesbica ebrea'. Una colonna sonora presenta frasi femministe come 'gli assorbenti dovrebbero essere gratuiti'. Inoltre, la performance di 90 minuti 'Symptom Recital: Music for Wild Angels' presenta narrazioni esplicite nello stile del cabaret di Weimar, mentre Hekmat critica le radici misogine dell'isteria e i ruoli sociali imposti alle donne.
Fatti principali
- La prima mostra istituzionale di Leila Hekmat è 'Female Remedy' all'Haus am Waldsee di Berlino
- La mostra è aperta fino all'8 gennaio
- Hekmat è un'artista nata a Los Angeles e residente a Berlino
- La mostra reinterpreta i sintomi dell'isteria femminile come forze positive
- L'isteria storica veniva diagnosticata nel XVIII e XIX secolo per comportamenti che mettevano a disagio gli uomini
- I sintomi includevano ansia, svenimenti, insonnia e perdita di appetito per il cibo o il sesso
- Le storiche femministe sostengono che questi sintomi derivassero dai ruoli sociali oppressivi delle donne
- L'installazione include collage, manichini, una piattaforma trafitta da chiodi e letti con diagnosi comiche
- Una performance di 90 minuti intitolata 'Symptom Recital: Music for Wild Angels' ha accompagnato la mostra
- La performance presentava un cast di cinque persone in stile cabaret di Weimar che condividevano storie sessuali esplicite
- Hekmat fa riferimento al Teatro dell'Assurdo e alla Commedia dell'Arte nel suo lavoro
- La mostra critica la medicalizzazione misogina dei comportamenti femminili
- I manichini indossano costumi con ricami 'Krankensister' e lingerie erotica
- I collage combinano parti del corpo maschili e femminili, sfumando i confini di genere
- I tessuti mostrano slogan femministi come 'gli assorbenti dovrebbero essere gratuiti' e 'le ragazze cattive vanno all'inferno'
- Le pazienti isteriche venivano spesso mandate in manicomio o sottoposte a isterectomie chirurgiche
Entità
Artisti
- Leila Hekmat
- Hannah Höch
- Bertolt Brecht
Istituzioni
- Haus am Waldsee
- ArtReview
Luoghi
- Berlin
- Germany
- Los Angeles
- United States