Gli spazi illusori di Leandro Erlich al Palais de Tokyo e al MACRO
L'artista argentino Leandro Erlich (nato nel 1973 a Buenos Aires) presenta opere che trasformano gli spazi quotidiani in enigmi percettivi. Le sue installazioni, tra cui 'La Piscine' (2001) apparsa alla Biennale di Venezia, presentano stanze familiari con anomalie deliberate: uno specchio che non riflette, una scala che non porta da nessuna parte, una facciata di edificio distesa a terra. La mostra 'Notre Histoire' al Palais de Tokyo di Parigi include 'Smoking Room', mentre 'Portes' apre al MACRO di Roma il 27 gennaio 2006. Il lavoro di Erlich, descritto come un 'gioco dei sette errori', utilizza elementi architettonici per creare spazi fittizi che sfidano la percezione della realtà da parte dello spettatore. L'artista vive e lavora tra Buenos Aires e Parigi. Il testo fa riferimento a Jorge Luis Borges e include commenti di Dorothée Tramoni, co-direttrice della galleria Showroom di Parigi.
Fatti principali
- Leandro Erlich è un artista argentino nato nel 1973 a Buenos Aires.
- Ha presentato 'La Piscine' al Padiglione Argentino della 49ª Biennale di Venezia nel 2001.
- La mostra 'Notre Histoire' al Palais de Tokyo include 'Smoking Room'.
- 'Portes' apre al MACRO di Roma il 27 gennaio 2006.
- Le opere di Erlich includono 'Living-room' (1998-2002), 'Salle de danse' (2002), 'Bâtiment' (2004), 'Cabinet de psychanalyste' (2005), 'Escalier' (2005) e 'Ascenseur' (2001).
- L'artista vive e lavora tra Buenos Aires e Parigi.
- Dorothée Tramoni è co-direttrice della galleria Showroom di Parigi.
- Il testo cita Jorge Luis Borges e Leandro Erlich.
Entità
Artisti
- Leandro Erlich
- Jorge Luis Borges
- Dorothée Tramoni
Istituzioni
- Palais de Tokyo
- MACRO (Museo de Arte Contemporáneo)
- Showroom
- Galeria de arte Nogueras-Blanchard
- Albion Gallery
- Galeria Gabrielle Maubrie
- Centre d'art Santa Monica
- Grand Café Saint-Nazaire
Luoghi
- Buenos Aires
- Argentina
- Paris
- France
- Rome
- Italy
- Venice
- Barcelona
- Spain
- Saint-Nazaire
- London
- United Kingdom
Fonti
- artpress —