'Perdere il filo' di Laura Fontanella esplora la traduzione come pratica femminista e politica
Laura Fontanella, traduttrice e redattrice, ha pubblicato il saggio 'Perdere il filo' il 30 agosto 2024, nella collana Culture Radicali di Gruppo Ippolita. Il libro esamina la traduzione attraverso una lente politica, collegandola a pratiche transfemministe, decolonialità e intersezionalità. Fontanella, fondatrice del laboratorio Gender in Translation, sostiene che la traduzione non è mai neutra: coinvolge l'identità, i pregiudizi e la posizione sociale del traduttore. Discute come la traduzione possa essere un lavoro di cura, prendendosi carico dell'autorialità altrui con attenzione alle oppressioni strutturali. Il laboratorio, iniziato otto anni fa con Libreria Antigone a Milano, ha coinvolto esperimenti di traduzione collettiva ed è stato poi adottato da Libreria delle Donne a Bologna e dall'Università Moro di Bari. Fontanella affronta anche sfide come la traduzione di testi con cui è in disaccordo politico, l'importazione di termini inglesi come 'empowerment' e la difficoltà di tradurre testi specialistici (ad esempio, 'Allo Scoperto' di Stacy Alaimo, che ha richiesto lo studio di Donna Haraway e Rosi Braidotti, o i giochi di ruolo che necessitano di conoscenze comunitarie). Cita l'esempio della prima traduzione italiana de 'Il Signore degli Anelli' di Vittoria Alliata, poi rivista da Wu Ming e Ottavio Fatica per sottrarre il genere fantasy all'appropriazione fascista, illustrando la resistenza all'interno delle comunità di traduzione.
Fatti principali
- Laura Fontanella ha pubblicato 'Perdere il filo' il 30 agosto 2024 con la collana Culture Radicali di Gruppo Ippolita.
- Fontanella ha fondato il laboratorio Gender in Translation otto anni fa con Libreria Antigone a Milano.
- Il laboratorio è stato poi adottato da Libreria delle Donne a Bologna e dall'Università Moro di Bari.
- Fontanella ha studiato con la traduttrice Franca Cavagnoli all'università di Milano.
- È stata un'attivista studentesca nel gruppo LGBTQIA+ Le lucciole.
- Il saggio sostiene che la traduzione è intrinsecamente politica e richiede un'autoanalisi di classe, genere e razza.
- Fontanella discute la traduzione di 'Allo Scoperto' di Stacy Alaimo, che ha richiesto lo studio di Donna Haraway e Rosi Braidotti.
- Cita la revisione della traduzione de 'Il Signore degli Anelli' da parte di Wu Ming e Ottavio Fatica come esempio di restituzione culturale.
- La prima traduzione italiana de 'Il Signore degli Anelli' è stata di Vittoria Alliata all'età di 19 anni.
- Fontanella distingue tra l'importazione di termini inglesi come 'empowerment' e la creazione di alternative.
Entità
Artisti
- Laura Fontanella
- Franca Cavagnoli
- Stacy Alaimo
- Donna Haraway
- Rosi Braidotti
- Vittoria Alliata
- Wu Ming
- Ottavio Fatica
Istituzioni
- Gruppo Ippolita
- Gender in Translation
- Libreria Antigone
- Libreria delle Donne
- Università Moro di Bari
- Le lucciole
Luoghi
- Milan
- Italy
- Pavia
- Bologna
- Bari