'Tkaf' di Latifa Echakhch alla Galerie Kamel Mennour
La mostra 'Tkaf' (che in arabo significa 'sfortuna') di Latifa Echakhch alla Galerie Kamel Mennour di Parigi (7 febbraio – 10 marzo 2012) presenta mattoni rotti disposti sul pavimento contro una parete macchiata di rosso, ispirata a un santuario marocchino dove si pratica ancora la stregoneria. I colori rossastri fanno anche riferimento allo speciale TV del 1980 'What Have We Learned, Charlie Brown?', che sosteneva che i papaveri diventassero rossi dal sangue dei soldati nella Prima Guerra Mondiale. L'installazione si estende su tre stanze, strutturando la mostra. Sul retro, cappelli pieni di inchiostro nero giacciono sparsi sul pavimento in 'Mer d'encre', evocando corpi assenti e la morte. Echakhch ha recentemente esposto opere simili al Museum Haus Esters di Krefeld, progettato da Mies van der Rohe, dove i cappelli erano in stile bavarese; qui ricordano i cappelli surrealisti di Joseph Beuys o Magritte. Una serie di grandi tondi con inchiostro colato assomigliano a malinconici soli neri, riferendosi all'arte concettuale. Nell'ultima stanza, una camicia bianca su un appendiabiti e ghirlande di gelsomino vendute dai venditori ambulanti creano un profumo che svanisce nel corso della mostra. Il lavoro di Echakhch utilizza spesso materiali arcaici, una presenza corporea implicita e riferimenti storico-artistici, come nel suo pezzo del 2008 alla Tate Modern 'Speaker's Corner' con fogli di carta carbone che evocano volantini rivoluzionari e il blu di Yves Klein. La mostra è anche alla Kunsthalle Basel dal 1° aprile al 27 maggio.
Fatti principali
- Mostra 'Tkaf' di Latifa Echakhch alla Galerie Kamel Mennour, Parigi, 7 febbraio – 10 marzo 2012.
- Il titolo 'Tkaf' significa 'sfortuna' in arabo.
- Installazione centrale con mattoni rotti sul pavimento contro una parete macchiata di rosso, ispirata a un santuario marocchino per la stregoneria.
- I colori rossi fanno riferimento allo speciale TV del 1980 'What Have We Learned, Charlie Brown?' che collega i papaveri al sangue dei soldati nella Prima Guerra Mondiale.
- Opera 'Mer d'encre' composta da cappelli pieni di inchiostro nero sparsi sul pavimento.
- Echakhch ha recentemente esposto opere simili al Museum Haus Esters, Krefeld, progettato da Mies van der Rohe.
- I cappelli a Parigi ricordano quelli di Joseph Beuys e Magritte.
- Serie di grandi tondi con inchiostro colato che assomigliano a soli neri, riferendosi all'arte concettuale.
- L'ultima stanza include una camicia bianca su un appendiabiti e ghirlande di gelsomino dei venditori ambulanti, il cui profumo svanisce nel tempo.
- L'opera del 2008 di Echakhch alla Tate Modern 'Speaker's Corner' utilizzava fogli di carta carbone che richiamano volantini rivoluzionari e il blu di Yves Klein.
- Mostra anche alla Kunsthalle Basel dal 1° aprile al 27 maggio.
Entità
Artisti
- Latifa Echakhch
- Joseph Beuys
- René Magritte
- Yves Klein
- Mies van der Rohe
Istituzioni
- Galerie Kamel Mennour
- Museum Haus Esters
- Tate Modern
- Kunsthalle Basel
Luoghi
- Paris
- France
- Krefeld
- Germany
- Basel
- Switzerland
- Morocco
Fonti
- artpress —