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Paesaggio e sguardo: un'indagine filosofica

publication · 2026-04-23

Questa pubblicazione collettiva dell'Université de Savoie sfida la naturalizzazione del paesaggio, sostenendo che sia una costruzione culturale modellata dallo sguardo. Attingendo alla nozione kantiana del sublime come esperienza mentale, gli autori criticano la 'verdolatria' e la conservazione nostalgica di paesaggi puri e immutati. Propongono di riconoscere i paesaggi urbani e industriali come beni comuni, andando oltre il decoro impressionista. Il libro segue gli artisti del XX secolo nel ridefinire il paesaggio come spazio di sperimentazione e impegno sociale, esemplificato dai 'paesaggi-movimenti' di Yves Brunier. Piuttosto che uno spazio bucolico armonioso o ostile, il paesaggio è presentato come fratturato, che rispecchia le fessure del corpo, come si vede nell'analisi di S. Santi dei paesaggi lacerati di Bataille. Questa destabilizzazione dei quadri dal Rinascimento al Romanticismo spinge il soggetto 'fuori di sé', esplorando nuove sensazioni e pensieri attraverso l'esperienza del vuoto e della stranezza. Tra i contributori figurano P. Bouvier, E. Burnet e Evence Verdier.

Fatti principali

  • Il libro è pubblicato dall'Université de Savoie.
  • Critica la naturalizzazione del paesaggio come costruzione culturale.
  • Il sublime di Kant è citato come esperienza mentale, non insita nella natura.
  • Il termine 'verdolatria' è usato per criticare il culto dei paesaggi puri.
  • I paesaggi urbani e industriali sono proposti come beni comuni.
  • I 'paesaggi-movimenti' di Yves Brunier sono citati come esempio di spazio sperimentale.
  • S. Santi discute i paesaggi lacerati di Bataille come spazi fratturati.
  • Il libro mira a superare l'interpretazione per passare alla sperimentazione nel paesaggio.

Entità

Artisti

  • Yves Brunier

Istituzioni

  • Université de Savoie

Fonti