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La solitudine delle macchine: Arte digitale e ontologia dell'indeterminatezza

opinion-review · 2026-04-24

L'articolo esplora il paradosso dell'arte digitale, che è sia programmata che indeterminata, sostenendo che l'arte digitale non è un medium ma un'ontologia. Discute opere come Google Will Eat Itself (2008), che utilizza gli annunci Google per acquistare azioni Google, e Every Icon (1997), una griglia di 32 pixel che impiegherà 5,85 miliardi di anni per mostrare tutte le combinazioni. Il testo fa riferimento a Bernard Stiegler, Empire (1964) di Andy Warhol, la serie 1-∞ (1965-2011) di Roman Opalka, Photo de ma mère (1996) di Jim Campbell e Machine, Auto-Creative and Auto-Destructive Art (1962) di Gustav Metzger. Introduce il concetto di 'solitudine della macchina' attraverso opere come The Outland (2009) e Capture (2009), una fittizia rock band che produce una quantità travolgente di musica e merchandising. L'articolo conclude che la natura auto-consumante dell'arte digitale porta a una nuova relazione tra estetica e ontologia, un 'mondo senza di noi'.

Fatti principali

  • Google Will Eat Itself (2008) è un sistema automatizzato che utilizza i profitti degli annunci Google per acquistare azioni Google.
  • Every Icon (1997) di John F. Simon Jr. è una griglia di 32 pixel che impiegherà 5,85 miliardi di anni per mostrare tutte le combinazioni.
  • La serie 1-∞ (1965-2011) di Roman Opalka prevedeva la numerazione quotidiana di tele, digitalizzando l'esistenza.
  • Photo de ma mère (1996) di Jim Campbell utilizza il battito cardiaco dell'artista come variabile per far apparire e scomparire un'immagine.
  • Machine, Auto-Creative and Auto-Destructive Art (1962) di Gustav Metzger anticipava la relazione tra autoregolazione e autodistruzione.
  • The Outland (2009) è un simulatore chiuso che presenta un'interiorità inaccessibile, suggerendo la solitudine della macchina.
  • Capture (2009) è una fittizia rock band che produce così tanta musica e merchandising che il pubblico non può percepire tutto.
  • L'articolo sostiene che l'arte digitale non è un medium ma un'ontologia, e che può influenzare il mondo al di là della rappresentazione.

Entità

Artisti

  • Bernard Stiegler
  • Andy Warhol
  • Roman Opalka
  • Jim Campbell
  • Gustav Metzger
  • Michaël Sellam
  • Olia Lialina
  • Dragan Espenschied
  • John F. Simon Jr.
  • Grégory Chatonsky
  • Reynald Drouhin
  • Gerhard Richter
  • Jean-François Lyotard
  • Quentin Meillassoux
  • Gilbert Simondon
  • Michel Serres
  • Alain Badiou
  • Martin Heidegger
  • Frédéric Lordon
  • Anne Sauvagnargues
  • Emmanuel Kant
  • Henri Bergson
  • Jeremy Rifkin

Istituzioni

  • Google
  • Merz Akademie
  • Éditions de Minuit
  • Seuil
  • Gallimard
  • Puf
  • La Découverte
  • La Fabrique
  • Galilée
  • Éditions Elektra

Luoghi

  • Taipei
  • Taiwan
  • London
  • United Kingdom
  • New York
  • United States
  • New Jersey

Fonti