La Plasticité du Langage: Between Languages alla Fondation Hippocrène
Il secondo atto della mostra "La Plasticité du Langage", intitolato "Entre les langues", è visibile alla Fondation Hippocrène di Parigi fino al 16 dicembre 2012. Curata da Jeanette Zwingenberger, la mostra esplora la pluralità linguistica e la comprensione interculturale attraverso un approccio architettonico e grafico al linguaggio. Presenta opere di artisti come Jorinde Voigt, Vittorio Santoro, Sophie Calle, Mounir Fatmi, Max Wechsler ed Elsa Mazeau. La scultura di Fatmi interroga i codici culturali e i meccanismi socio-politici, mentre le fotografie di Mazeau ritraggono britannici in Dordogna che parlano occitano. La mostra si presenta come una grammatica costruita, invitando gli spettatori a costruire il proprio universo. Il primo atto, "Entre les mots", si è tenuto nella stessa sede dal 6 settembre al 6 ottobre 2012.
Fatti principali
- Mostra intitolata 'La Plasticité du langage : Entre les langues' alla Fondation Hippocrène, Parigi
- Curata da Jeanette Zwingenberger
- In corso fino al 16 dicembre 2012
- Secondo atto di una mostra in due parti; il primo atto 'Entre les mots' si è svolto dal 6 settembre al 6 ottobre 2012
- Presenta artisti: Jorinde Voigt, Vittorio Santoro, Sophie Calle, Mounir Fatmi, Max Wechsler, Elsa Mazeau
- L'opera di Mounir Fatmi interroga i codici culturali e i meccanismi socio-politici
- Elsa Mazeau fotografa britannici in Dordogna che parlano occitano
- La mostra affronta il linguaggio come forma architettonica e la tensione tra testo e immagine
Entità
Artisti
- Jorinde Voigt
- Vittorio Santoro
- Sophie Calle
- Mounir Fatmi
- Max Wechsler
- Elsa Mazeau
Istituzioni
- Fondation Hippocrène
Luoghi
- Paris
- France
- Dordogne
Fonti
- artpress —